Continuano a non aversi notizie di Tindaro Bisazza, originario della frazione “Divieto” di Villafranca Tirrena, scomparso l’8 aprile 2013 da una struttura riabilitava del centro collinare di Castanea, dove era ricoverato per ragioni legate ai suoi problemi di natura psichica.

Tindaro Bisazza

Tanta è l’apprensione nei confronti di Tindaro, che oggi compie 50 anni (il quinto lontano da casa), da parte dei suoi parenti, amici, conoscenti e compaesani ed, in particolar modo, da parte della sorella Agata che, nel corso di questo lungo e sofferto periodo, tanto ha combattuto per ottenere la verità. “Mio fratello Tindaro- afferma Agata Bisazza- il giorno della scomparsa, ha ricevuto in offerta una colazione in un bar di Castanea delle Furie.

Ma da quel momento non abbiamo saputo più nulla.
Avrà chiesto un passaggio?
Qualcuno ha visto qualcosa?
Qualsiasi indizio potrebbe essere importante e se qualcuno dovesse notare la sua presenza è pregato di contattare subito le forze dell’ordine. Insomma, non può sparire una persona nel nulla”.

Bisazza, al momento della scomparsa, indossava pantaloni di tuta verde, maglia scura e scarpe da ginnastica nere e presenta come segno particolare un tatuaggio di un cavallo alato sul braccio sinistro: tante sono state le segnalazioni al momento giunte, grazie anche alla redazione del programma Rai “Chi l’ha visto?” che, sin dal primo istante, si è occupato del caso, rivelatesi però infondate. “Sin dal primo momento della scomparsa- dichiara Agata Bisazza- ho chiesto più volte una ricerca coi cani che però non è stata effettuata per carenza di mezzi e di strumenti volti alla ricerca di persone scomparse. Rivolgo un appello alle strutture di accoglienza ed ai reparti psichiatrici di tutta Italia affinchè collaborino, identificando le persone che si presentano in queste strutture. Alle forze dell’ordine chiedo un controllo più efficiente del territorio, in sinergia col comando dei vigili urbani, identificando le persone che destano sospetti evidenti. Mi appello ai mezzi di comunicazione, affinchè diano voce a chi, per un motivo o per un altro, è nell’impossibilità di chiedere aiuto: le persone scomparse.

Lodevole- prosegue la Bisazza- è stato l”impegno del presidente dell’associazione Penelope, l’avv. Antonio La Scala, che desidero ringraziare personalmente. Quello che è successo alle nostre famiglie- conclude Agata Bisazza- non deve mai più accadere!”.