Il figlio di Salvatore Quasimodo, Alessandro, sarà a Taormina lunedì 11 dicembre 2017, ospite dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina” presieduta dalla giornalista Mariateresa Papale; l’appuntamento è per le ore 17:30 nella Chiesa del Carmine.

In attesa di ascoltare Alessandro – per l’occasione, leggerà alcuni brani tratti dal libro “Fiori di Jacaranda” di Marisa Sturiale D’Agostino -, ricordiamo la poesia di Salvatore Quasimodo proponendo la lettura di “Vento a Tindari”. Vento a Tindari compare nella prima raccolta poetica di Salvatore Quasimodo, Acque e terre (1920-1929).

VENTO A TINDARI

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.