Da Eolo a Sirio” non è solo il titolo della personale di Angelo Savasta, inaugurata venerdì 30 novembre 2018 nelle sale espositive del Teatro Vittorio Emanuele, è la traiettoria di un viaggio cosmico.

Il viaggio, infatti, è il motivo conduttore della vita dell’Artista; lo è stato per motivi professionali in quanto capitano di navi, lo è ancora per una innata propensione alla ricerca e al movimento verso mete sconosciute.

 

Un “Ulisse cosmico” come lo ha definito lo storico dell’arte Mosè Previti nell’introduzione alla mostra, ma anche un artista dalle molteplici sfaccettature: pittore, musicista, come lo ha descritto Giuseppe La Motta, direttore del progetto Opera al Centro”.

Rapsodia cosmica

Il percorso artistico di Angelo Savasta, prima prevalentemente figurativo, è migrato da qualche tempo a questa verso parte verso l’astrazione e la metafisica. Ciò che visivamente è un cambiamento, nell’itinerario dell’Artista è un’eco di passioni mai dimenticate, come l’arte di Jackson Pollock, approcciata durante vari passaggi in America.

Elementi determinanti di questa trasformazione sono il vento e le stelle. Il vento, aria in movimento, solleva il navigante-artista e lo proietta, oltre la dimensione terrestre, nella complessità dell’universo.

Kaleidoscope e Poseidon

Nella notte dei tempi, il vento e le stelle, permettevano ai naviganti di intraprendere i viaggi e di arrivare alla meta, ma a tutto questo si doveva sommare ciò che la natura e le conoscenze non permettevano di valutare. L’imponderabile e il mistero.

 

 

Oggi il viaggio astrale di Angelo Savasta richiama quell’atmosfera densa di propensione per il viaggio ed altrettanto carica di incertezza per la meta.

Il punto di partenza è ben preciso, l’ ouverture di colori ritmata dal movimento dipinta in “Kaleidoscope”.

È il primo passo poi scandito dal moltiplicarsi nella produzione pittorica di scie vorticose di pianeti in navigazione nell’universo. “Poseidon”, “Atlas”, “Genesis two” sono alcune “destinazioni” planetarie, già visibili nella forma, ma ancora lontane, avvolte nel mistero silenzioso dell’infinito.

Nel regno dell’immaginazione, frequentato da chi ama l’arte, si può entrare nei quadri di Angelo Savasta e lasciarsi andare alla fluidità cosmica, oppure, ben saldi a terra, farsi raggiungere dalla danza avvolgente di un universo di pianeti colorati, che lasciando le tele raggiungono la sala.

Anche l’immaginazione è un viaggio.

 

La mostra potrà essere visita tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 30 novembre all’11 dicembre nelle fasce orarie  10/13 – 16/19.