Mai era accaduto per l’addietro che l’arte di un musicista si addentrasse tanto profondamente nel cuore delle passioni, degli entusiasmi, degli ideali del suo tempo, che la musica partecipasse direttamente al moto delle idee, al travaglio spirituale, allo stesso divenire politico di un’età. Ciò fondò l’immensa popolarità di Beethoven e determinò addirittura un nuovo indirizzo nella vita musicale”. Con queste parole lo storico Massimo Mila descrive a tutto tondo la personalità di Ludwig Van Beethoven.

Il carattere straordinariamente innovativo del musicista natio di Bonn guida la drammaturgia di Nicola Costa in Dear Ludwig, atto unico dove lo stesso Costa cura anche la regia e interpreta Ludwig già malaticcio ed esagitato dalla quotidianità. Ma dopo le prime battute, Nicola Costa supera la retorica beethoveniana, che per lungo tempo ha spostato l’attenzione dalla “perfezione musicale dell’opera di Beethoven” verso la forza innovativa di Ludwig di “rifiutarsi di essere, come i suoi predecessori, il famiglio o il cliente d’una casa gentilizia”. Il Ludwig di Nicola Costa è “dear” per il coraggio con cui constata che alle cure c’è un limite, oltre il quale occorre affrontare la realtà della sofferenza e della morte.

La sofferenza fisica è solitudine, e Beethoven sperimenta questa condizione umana ogni giorno. “Chi soffre è un isolato, con gli altri si può condividere solo la gioia. Il malato si ripiega istintivamente sul suo male, e gli sforzi del sano di distrarlo gli paiono derisione. Accasciato dalle pene, il malato ricusa ogni conforto umano, per rimuginare silenziosamente nel cuore il suo affanno”.

Il Ludwig di Nicola Costa pronuncia alla fine l’elogio della “gioia della sofferenza”. Dal nostro punto di vista, le disposizioni testamentarie di Beethoven sono una testimonianza della “Rivelazione cristiana di solidarietà umana a Gesù, perché Cristo ha voluto conoscere sino in fondo la sofferenza dell’uomo bevendo il calice dell’amarezza. Quando tutto sulla terra ci abbandona, Cristo in Croce resta l’unico bene, il solo che possa consolare e placare”.

 

 

Dear Ludwig è in in scena al Teatro del Canovaccio di Catania dal 6 al 9 dicembre 2018.

Insieme a Nicola Costa, recitano:

Franco Colaiemma (Goethe)

Carmela Sanfilippo (la sguattera)

Alice Sgroi (Teresa)

Gianmarco Arcadipane (Wegeler)

Angelo Ariosto (Johann)