La Degenerazione dell’Arte (Entartung der Kunst) va in scena alla Scala di Milano con il Sestetto d’archi di Erwin Schulhoff nell’ambito della rassegna Invito alla Scala.

I critici hanno scritto che proporre Schulhoff equivale a mettersi “fuori dalla censura e dal ghetto della Memoria”. Perché “Erwin Schulhoff fu una delle figure nella generazione di musicisti europei le cui carriere di successo furono interrotte prematuramente dall’ascesa del regime nazista in Germania e le cui opere sono state raramente notate o rappresentate” [BBC].

Schulhoff è conosciuto per Sonata Erotica, scritta nel 1919  per sola voce femminile; il brano simula un orgasmo.

Il programma completo del concerto di lunedì 4 febbraio alla Scala vede, oltre il Sestetto d’archi di Erwin Schulhoff, anche il Sestetto per archi H. 224 di Bohuslav Martinu e il Sestetto in RE MAGG. OP. 10 di Erich Wolfgang Korngold. Le opere sono eseguite da: Agnese Ferraro e Lucia Zanoni ai violini; Duccio Beluffi e Joel Imperial alle viole; Gianluca Muzzolon e Beatrice Pomarico ai violoncelli.

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