Momenti importanti di quest’ultima edizione della Festa del cinema di Roma. Incontro con Mario Martone e grande evento per omaggiare la versione restaurata del film “La grande guerra” di Monicelli a 100 anni dalla fine della guerra.
Il Presidente Mattarella e tanto ospiti celebri in sala.

La presentazione di De Laurentiis de “La grande guerra”

La Festa del Cinema ha omaggiato il regista napoletano Mario Martone che è stato protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale ha discusso con Concita De Gregorio del caso editoriale di Elena Ferrante, famosa in tutto il mondo per la serie “L’amica geniale”, edita in Italia da E/O. A unire il percorso dei due autori è stata la trasposizione cinematografica de L’amore molesto, opera seconda di Martone tratta dal primo romanzo di Ferrante.

Mario Martone

Il film è stato proiettato dopo l’incontro in una versione restaurata in 2K eseguita da Lucky Red in collaborazione con 64 Biz e Augustus Color. La riedizione del film ha visto inoltre l’intervento dell’autore e del direttore della fotografia sugli inserti del passato del film, che sono stati riportati in bianco e nero come da sceneggiatura originale. Tanto pubblico in sala che con piacere ha ascoltato e soprattutto rivisto questa nuova versione commentata dal direttore della Lucky Red Andrea Occhipinti. E’ intervenuta anche la protagonista del film Anna Bonaiuto presente in sala, che ha commentato il suo personaggio e la calda accoglienza ricevuta a Napoli per girare il film e come l’energia sul set di questa città l’abbia aiutata in un ruolo che inizialmente non sentiva suo.

Ciò che è venuto fuori durante l’incontro è il forte legame tra Mario Martone e la scrittrice Elena Ferrante, oggi popolare, un vero e proprio fenomeno letterario che con “l’amore molesto” Martone era stato già precursore di tanta bravura e adattabilità cinematografica.
Il regista racconta così i vari aneddoti che lo hanno portato alla conoscenza letteraria della Ferrante, un’autrice che con la quale ha scambiato una serie di lettere, mai conosciuta personalmente, mai vista.

Sergio Mattarella

Oggi nonostante nuove tecnologie rimane tra i 2 una relazione di non conoscenza diretta. Martone spiega come l’incantamento con l’autrice sia avvenuto per la sua grande capacità di narrare Napoli, con immagini, odori e dettagli che diventano una mappa nella sceneggiatura del film “L’amore molesto”. Anche la protagonista del libro sembra per il regista adatta per Anna Bonaiuto che voleva in questo film come protagonista.

Prosegue poi raccontando il successo del film dai David di Donatello a Cannes.
Elogia ancora la bravura della scrittrice arrivando alla serie tv “L’amica geniale” di Saverio Costanzo, lo stesso Mario Martone ere stato presente nella lista dei possibili registi della serie.

Il restauro è certamente la parte più interessante. Le parti in bianco e nero ed i flash back delle scene del passato si alternano con le scene decolorate del presente. Un restauro digitale. Un film che uscirà in blu ray, in dvd, nelle sale per eventi speciali e arriverà anche in America per proiezioni cinematografiche importanti.

A cento anni dall’epilogo della prima guerra mondiale, la Festa del Cinema l’ha ricordata con La grande guerra di Mario Monicelli, nella versione lunga ricostruita con un restauro realizzato da Aurelio De Laurentiis e dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno (Sala Petrassi ore 18). Leone d’oro 1959 ex aequo con Il Generale della Rovere di Roberto Rossellini, il film di Monicelli è stato uno dei primi del cinema italiano ad affrontare un tema fino ad allora considerato tabù, i massacri del conflitto ’14-’18, e lo ha fatto con un affresco corale in equilibrio fra il realismo della tragedia e il cinismo beffardo della commedia, fra epica e antiretorica, guardando la guerra dal basso delle trincee, raccontando aneddoti ora umoristici ora amari, parlando la varietà delle lingue dialettali in un periodo in cui in Italia si stava diffondendo una lingua unitaria, seguendo personaggi che erano tipi, maschere, macchiette e insieme figure umane vere, come i due protagonisti, il milanese Giovanni e il romano Oreste (interpretati rispettivamente da Vittorio Gassman e Alberto Sordi), due fanti che cercavano continuamente di imboscarsi, due opportunisti lavativi e codardi che, catturati dagli austriaci, sono morti da eroi, trovando il riscatto in un lampo di fierezza, in uno sbocco di dignità personale. Il film di Monicelli, mostrando campi di battaglia che si palesano come sporchi e fangosi mattatoi, pronuncia il rifiuto caustico e al contempo accorato di una guerra sanguinaria e assurda come tutte le guerre.

Per l’evento la sala era gremita di autorità, personaggi dello spettacolo, militari, registi e attori.
Ospite d’eccezione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che con la sua presenza ha onorato questa celebrazione ed omaggio ad un periodo importante della nostra storia.

Nell’articolo, video del discorso di Aurelio De Laurentiis in cui presenta l’evento e ringrazia le autorità intervenute,