Riceviamo e pubblichiamo

«Posso essere contemporaneamente il mio miglior amico o il mio peggior nemico». Dilaniata da queste due opposte tendenze, la vita di Whitney Houston si è conclusa tragicamente anzitempo sei anni fa ma rimane indelebile il ricordo di quella vocalità, straordinaria per timbro, estensione e calore interpretativo, che ne ha fatto un’artista intramontabile e che le valse l’appellativo “The Voice”. E’ proprio alle canzoni di Whitney Houston che Lucia Garsia, con una interpretazione in chiave jazz e con special gust Silviu Dima primo violino del Teatro Massimo di Palermo, ha voluto dedicare un concerto, affiancata dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina che si terrà giovedì 9 agosto al Teatro Antico di Taormina alle ore 21.30. Meditato a lungo, il progetto rielaborato e perfezionato sia nel repertorio che negli arrangiamenti, intende restituire le più belle canzoni di Whitney Houston in una inedita e affascinante prospettiva jazz.

Anche se la cifra espressiva di Houston aderisce ad un’estetica sostanzialmente pop, in realtà la cantante, come buona parte degli artisti statunitensi, non concepiva che la musica fosse recintata da steccati stilistici e le sue interpretazioni recano costantemente il segno dello sfaccettato e complesso universo poetico neroamericano, dal blues al funk, dal gospel al rhythm’n blues, dal soul all’hip hop.

L’impaginazione del concerto scandaglia un po’ tutto l’arco artistico della cantante americana, partendo dalle prime affermazioni dei tardi anni Settanta e soffermandosi sui primi tre album (seconda metà degli anni Ottanta e primi Novanta) che ne decretano il successo planetario ma non trascura il ricordo della Houston come efficace attrice cinematografica in “The Bodyguard” del 1992  la cui colonna sonora (quasi 50 milioni di copie vendute) si è affermata come quella di maggior successo di tutti i tempi.

Nella foto: Lucia Garsia