Gremito il Museo Etnoantropologico di Mandanici per la presentazione del libro di Patrizia Giancotti antropologa, fotografa, giornalista, conduttrice radiofonica italiana ed autrice di Filoxenia.

A moderare la presentazione del libro, l’avv. Silvana Paratore che ha interloquito con l’autrice sottolineando come la gente dei paesi della Calabria si caratterizza per un peculiare tatto e cortesia . L’autrice che ha pubblicato più di cento reportages per le maggiori riviste e realizzato oltre cinquanta mostre fotografiche in Italia, Francia, Germania, Portogallo, Africa e Brasile, si soffermata sul senso di ospitalità calabrese quale principio etico fondamentale della cultura greca, essenziale per distinguere l’uomo giusto da quello iniquo.

Intensa l’attività di Patrizia Giancotti che ha collaborato alla produzione di eventi culturali e concerti tra cui quello di Ennio Morricone al Teatro Municipale di Rio de Janeiro, e quello di José Carreras alla Villa Reale di Monza.

Il libro fotografico che ha ricevuto il Premio Ali sul Mediterraneo 2017, esplora gli impressionanti paesaggi dell’entroterra greco-aspromontano facendo dei suoi accoglienti protagonisti, cercati o incontrati per caso, i punti luminosi di una geografia umana altrettanto attraente. Tra loro pastori che accordano le campane delle loro capre, cultori del greco di Calabria, mastri di ballo, impastatrici di zippuli, acuti bizantinisti, suonatori, anziane sapienti e bambine fiere di abitare in questa Calabria.

Una lunga ricerca di antropologia visiva quella svolta dall’autrice, ha affermato la Paratore. Filoxenìa è una filosofia dell’accoglienza, è il contrario di xenofobia, è l’amore per il forestiero, come lo intendevano gli antichi Greci, è il valore sacro dell’ospitalità che l’antropologa-fotografa Patrizia Giancotti ha sperimentato nel corso della sua lunga ricerca in alcuni paesi della Calabria.
La Calabria Greca ha sottolineato l’autrice è terra di uomini ospitali, nella pienezza del senso omerico. L’autrice, munita di macchina fotografica e registratore ha percorso i territori di Bova, Condofuri, Amendolea, Gallicianò, Staiti e Bagaladi per scoprire beni immateriali come il “forgiaro” lieto di essere ascoltato.
L’accoglienza ha sottolineato l’attrice si delinea quando si dà ascolto alle storie, alle tradizioni, ai sogni, ai desideri di chi è lieto di raccontarli e grato nel sentirsi ascoltato.
Nel corso dei diversi mesi di ricerca sul campo, dalla “ciumara ai paesaggi splendidi della Calabria“, ha ricevuto dalle persone più diverse, l’antica accoglienza riservata allo sconosciuto ospite sacro con il quale condividere il pasto, il vino, il racconto. Beni immateriali ha concluso la Giancotti da valorizzare per arricchire le nuove generazioni.