Alla Piazzetta Lepanto, il 3 agosto, coordinati dal direttore artistico Prof. Enzo Caruso, si sono svolti due interessanti eventi inseriti nel calendario delle manifestazioni in occasione del 446° anniversario dello sbarco di Don Giovanni d’Austria a Messina.

cunto2Nell’afa di un pomeriggio d’agosto, un pubblico attento e numeroso si è fermato a seguire il “cunto” dell’avventurosa storia di Scipione Cicala, a cura di Filippo Cavallaro, con la partecipazione della Compagnia rinascimentale della Stella e di Franco Di Vincenzo nel ruolo del “banniaturi”.

Scipione Cicala, figlio di Visconte Cicala, mercenario e corsaro, venne catturato assieme al padre, dalla marina ottomana e trasferito a Istambul. Mentre il padre, dietro pagamento di un riscatto, fu liberato il figlio per salvare la vita abiurò il cristianesimo, abbracciò la nuova fede ed entro nel corpo dei Giannizzeri (dal turco “nuovo soldato”. Ambizioso, arrogante, ma estremamente capace, scalò velocemente i gradi della gerarchia militare arrivando al ruolo di “Kapudanpaşa” grand’Ammiraglio della flotta ottomana.

Però, nel racconto del cantastorie le vicende di Sinam Pashà, come venne chiamato, si accentrano sul momento in cui, dopo ben trentasette anni, il figlio incontra di nuovo la madre, per un bacio della quale è disposto a deporre le armi, dopo anni di razzie e distruzione. Il “cunto” delle storie è sempre emozionante, il drappo che racconta le vicende, attira l’attenzione e si torna ad un immaginario attento e fantasioso che appartiene alla giovane età.

Lasciata la novella di Sinam Pashà, l’arch. Nino Principato ha guidato il pubblico in una dettagliato itinerario di scoperta della statua del Don Giovanni d’Austria, Segni, distici, simboli e iconografia di Andrea Calamech e Francesco Maurolico sono stati gli argomenti trattati da Principato, che riesce sempre a coinvolgere gli spettatori in una lezione di storia “a tutto tondo”, che comprende un arco temporale ben ampio arricchito di tanti particolari, ben più di semplici curiosità, che completano ogni sua descrizione.

caruso-principatoNel caso della statua di Don Giovanni d’Austria, il particolare del quale è stata data un’interessante interpretazione sono le “faccine” ai quattro lati della statua che, secondo l’architetto Principato, sarebbero le riproduzioni simboliche dei quattro senatori nobili che commissionarono l’opera al Calamech.

Le manifestazioni per l’anniversario dello sbarco proseguiranno venerdì 4 agosto con l’arrivo della “Signora del Vento”, il magnifico veliero in dotazione all’Istituto Tecnico nautico di Gaeta “Giovanni Caboto”, che rappresenterà la nave di don Giovanni d’Austria e, in serata con il convegno “Dallo scontro all’incontro. Nuovi percorsi mediterranei nel mare della Cultura” e sabato 5 agosto con il corteo e lo spettacolare sbarco, oltre al Palio delle contrade marinare.