In modo del tutto casuale ci imbattiamo a Catania, la stessa sera di un venerdì di aprile, in due artisti che stanno sperimentando moderni linguaggi di comportamento corporeo. La pianista russa Ksenia Kogan si è esibita al Teatro Massimo Bellini con un repertorio di Schumann sotto la direzione di Jordi Bernàcer.
“Ad un certo punto della mia carriera gli studi musicali non mi sono bastati più – ci spiega Ksenia nel suo camerino -. Desideravo tanto comunicare, voglio dire creare spettacoli in cui tutto il corpo sia un mezzo di espressione. Così intraprendo la pratica della danza contemporaneamente all’esercizio del pianoforte”.
L’ente lirico etneo ha dato il nome alla piazza antistante. In Piazza Teatro Massimo si trova un pub storico, “La Cartiera”, dove al terzo piano ha temporaneamente sede Burlesque Art Fusion, la scuola di burlesque fondata da Lorena Lopis. C’è un fil rouge nell’offerta culturale di Ksenia e di Lorena, rappresentato dall’interesse al più antico dei linguaggi, il linguaggio gestuale, esplorato da ciascuna a proprio modo.
Per comunicare con gli altri l’uomo possiede non soltanto il linguaggio parlato, anche la mimica e i gesti.
“Il linguaggio umano aveva originariamente carattere intuitivo e doveva perciò essere un linguaggio mimico accompagnata da grida imitative ed affettive”. “Come tutti i mezzi espressivi, anche il linguaggio dei gesti invecchia e si rinnova continuamente. Le due principali matrici di nuovi gesti sono da un lato i nuovi modi di produzione di merci e servizi, con i consumi che inducono, dall’altro i nuovi rapporti sociali che ne conseguono. In quanto strumento della comunicazione sociale, infatti, anche il gesto è un’attività produttiva (di informazioni), e rientra nelle sue caratteristiche la necessità di adeguarsi alle mutevoli esigenze della produzione”. “L’uomo è una stazione trasmittente di messaggi più o meno consapevoli e intenzionali, permanentemente in funzione. Il suo modo di camminare, o stare seduto, esprime un contenuto conseguente una serie di condizionamenti psicologici, culturali e ambientali. Il nostro corpo esprime un linguaggio silenzioso, in funzione ausiliaria nei confronti della comunicazione orale, ma che in particolari circostanze esaurisce e soddisfa tutte le necessità comunicative”.
Virgolettato, citazioni di Giorgio Fano e Rathbone Aldus Encyclopedia
Foto di copertina di Mario Cicala