Questa è l’ultima immagine che ricordo di Ennio Fantastichini prima della sua morte.

L’ho scattata più di un mese fa allo Sky Arte Festival di Palermo, in cui l’attore ha partecipato per presentare in anteprima la nuova serie “I maestri del noir“.

In quell’occasione vedendo l’artista tra le sale dell’evento e durante gli scatti ho notato una luce più cupa, più triste, uno sguardo in qualche modo spento. Forse il peso della malattia già era presente nella sua vita, beh un pensiero personale, ma quello che sicuramente  è emerso anche in quei giorni è stata una forza unica e carismatica nel darsi al pubblico. Un uomo che fino alla fine ha usato la professionalità, la bravura e i sentimenti per dare corpo a personaggi teatrali e cinematografici indimenticabili.  Non sapevo all’epoca della sua malattia ed oggi col senno di poi, quello sguardo e quell’immagine un po’ trascurata aveva una spiegazione: una lunga sofferenza con la quale combatteva già tempo. Una leucemia che lo ha spento il 1 dicembre all’età di 63 anni. E’ stato un artista che ci lascia un’ eredità cinematografica e teatrale ricca di successi,  personaggi importanti, premi e riconoscimenti.

Il debutto sul grande schermo risale al 1982 con “Fuori dal giorno” e del 1989  invece il suo primo grande successo  “Porte aperte” di Gianni Amelio, in cui il personaggio di Tommaso Scalia gli fece vincere tra i tanti premi, anche il primo Nastro d’argento, come miglior attore non protagonista.

Tra i lungometraggi in cui più si è distinto e che rimangono nell’immaginario collettivo meritano di essere citati: Ferie d’agosto del 1996, di Paolo Virzì; Saturno contro di Ferzan Özpetek, del 2007 e Mine vaganti, ancora di Özpetek, per cui si  è aggiudicato il David di Donatello e il secondo Nastro d’argento per il migliore attore non protagonista.

Per la televisione voglio ricordarlo con la ‘Piovra 7’ ed ancora con l”interpretazione dell’anarchico Bartolomeo Vanzetti in ‘Sacco e Vanzetti’, sino all’ aristocratico Raniero ne ‘La freccia nera’. Infine la partecipazione  nel ‘Principe libero’, dedicato a Fabrizio De Andrè e l’indimenticabile interpretazione di Giovanni Falcone nel film di Tavarelli  “Paolo Borsellino”.

Ennio Fantastichini ci ha lasciati troppo presto, una  carriera interrotta ma ricca di personaggi forti e indimenticabili.

Ho solo un rimpianto, di non aver potuto intervistare questo grande attore proprio quel giorno di quell’ultimo scatto.

Non consideriamo nulla per scontato e non rimandiamo mai a domani quello che l’istinto ci indica di fare oggi.