“Blackat” di Isabella Consoli, edito da Scatole Parlanti, è un’intensa testimonianza, il diario di una giovane e avvenente donna che si accinge a raggiungere il traguardo della laurea, intanto trova nel burlesque la via per esprimere la sua fresca e speranzosa personalità. “La vera forma d’arte è sentirsi protagonista tutti i giorni”: Isabella mette in gioco tutta se stessa sotto il personaggio burlesque di “Blackat”, ed il risultato è sorprendente.

Sullo sfondo dell’esperienza di Isabella si leggono altre giovani storie. Sopra tutte, l’amica Lorena Lopis, alle prese con il sogno di fondare a Catania un teatro delle vanità.

“Blackat” si candida ad interpretare il desiderio attuale di riscatto di un’intera generazione, con le armi della pura passione e della creatività. Moderno eppure già al tramonto è, infatti, lo spirito dei goliardi come lo abbiamo conosciuto. La vita libera e spensierata del periodo degli studi lascia il posto alla consapevolezza  di quanto sia difficile darsi un ruolo all’altezza delle aspettative nutrite con sacrificio e dedizione. Il tempo che passa svela il bluff della “mobilità delle persone”, ancora oggi spacciata come accrescimento delle possibilità di studio e lucro, invece strumento di economia politica finalizzato allo svilimento delle competenze e all’omologazione del trend. Il risultato è un desolante quadro a cui si sta contrapponendo un processo rivolto alla ricerca di nuove forme di libertà e godimento.