“Cajkovskij diede al teatro dieci opere, ma i suoi autentici capolavori teatrali vanno ricercati nei tre balletti: Il lago dei cigni, La bella addormentata e Schiaccianoci, legati alla rinascita del balletto classico per le coreografie di Marius Petipa”.

Sino a domenica 14 ottobre, il Teatro Massimo Bellini di Catania replica La bella addormentata, interpretata dal corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo con le coreografie di Matteo Levaggi. “Resto fedele al testo – spiega Levaggi a margine delle prove – tranne nel secondo atto che rappresenta una versione moderna”.

Tra i due enti lirici, di Palermo e di Catania, si è ormai consolidata la collaborazione artistica sul balletto. Del resto questo è l’obiettivo della strategia politica che dalla fine degli anni Novanta ad oggi ha inclinato le fondazioni a chiudere progressivamente i rispettivi corpi di ballo. Così che delle quattordici scuole iniziali ne restano soltanto quattro: a Milano, a Roma, a Napoli e a Palermo. Comincia allora la lenta e inarrestabile diaspora dei nostri ballerini, formati nelle nostre accademie.

Politica più miope che austera, così ci pare; ma questa tendenza è ormai irreversibile e vedrà svilupparsi una fitta rete di collaborazioni tra i teatri. Tanto ha certamente fatto crescere la qualità dei corpi di ballo – in grado di selezionare le migliori e più fresche risorse -, ma al prezzo di un massiccio flusso di talenti all’estero, penalizzati dalla domanda di competenze artistiche ovviamente crollata drasticamente negli ultimi anni.