La nostra intervista a cura di Carlotta Bonadonna

Il 22 e 23 settembre si svolgerà la prima edizione del Taormina Burlesque Festival. Il Burlesque conquista sempre più pubblico e frequentatori di corsi e scuole che tentano di imparare quest’arte seduttiva in cui corpo e personalità sono legate con la finalità di coinvolgere e divertire il pubblico. La danza, l’interpretazione, la presenza scenica, il carisma e la personalità sono gli ingredienti essenziali che rendono speciale e diversa una performance. Non si tratta di nudo ma di una disciplina che dopo molta reticenza e tabù oggi è diventata oggetto di competizioni e festival in cui si esibiscono performer bravissime e conosciute a livello internazionale.
Grazie alle capacità artistiche ed imprenditoriali di Roberta Pennisi, arriva anche a Taormina il Burlesque Festival. Primo Festival Internazionale dedicato a quest’arte del Sud Italia. Sarà proprio lei la Direttrice artistica e presentatrice delle due serate in cui si esibiranno le partecipanti al concorso.
Ma chi è Roberta Pennisi, in arte Lady Kant, che ha dato vita a questa manifestazione nella sua città di origine? E cosa accadrà durante il Festival? Cosa dobbiamo aspettarci?
Ho avuto il piacere di incontrarla e scoprire tutti i dettagli durante una piacevole l’intervista.
Roberta, sei un’artista a tutto tondo, ti dedichi a diverse discipline, tra cui il burlesque… Qual è stato il tuo percorso artistico? Raccontaci della tua vita professionale e delle tue arti.
Ho Iniziato molto giovane a studiare danza proprio qui a Taormina, città dove sono cresciuta, sebbene nata all’estero, da papà siciliano e mamma croata.  Ho sempre amato danzare e studiare diversi stili. A 16 anni, ho incominciato ad esibirmi in discoteca, periodo in cui erano molto frequentate e l’animazione aveva più importanza. Crescendo però ho sentito il bisogno di altro, di spaziare in altri ambiti, per cui ho iniziato a studiare recitazione e danza orientale. E’ iniziato il mio percorso come show girl, dedicandomi al cabaret, lavorando con il cabarettista Carlo Caneba. Mi sono così esibita in teatri e piazze cantando, ballando e recitando in sketch teatrali.
Tramite la danza orientale sono arrivata alle esibizioni con il fuoco. Ho iniziato a creare i miei spettacoli e lavorare in maniera indipendente in teatri e feste private. La danza con il fuoco mi ha portato a specializzarmi in altre discipline, ho sempre amato sperimentare, creare cose nuove e produrre nuovi spettacoli. Nasco come ballerina ed inserisco la danza in tutto quello che faccio. Mi sono anche laureata in giurisprudenza e la mia arte oratoria ed imprenditoriale mi ha spinto sempre a capire il mercato e ciò che il pubblico ha sempre voluto in base alle tendenze del momento. Sono nate le prime collaborazioni con altri artisti, dando vita a miei spettacoli in diverse città italiane. A Torino ho studiato arti circensi e da lì ho intrapreso questo percorso con altri artisti, realizzando spettacoli che abbiamo venduto in Sicilia e altrove. Sono nate belle sinergie e collaborazioni.
Tra tutte le discipline qual è quella che ami di più e che senti più tua, a cui sei più legata?
Amo tutte le cose che faccio, ma la danza orientale è quella a cui sono più legata e che mi ha dato tanto a livello personale. Descrivere le sensazioni ed il legame che si creano con la femminilità è speciale. È una relazione unica tra la musica ed il corpo. Ho praticato danza orientale per molti anni, partecipando a festival e masterclass dovunque. Ho studiato con insegnanti internazionali. La mia tecnica è argentina. Danza orientale in stile argentino. Questo tipo di danza come il burlesque enfatizzano la personalità di una donna, sono forme di terapia per fare uscire la femminilità e la bellezza a volte latente di una ragazza.
Nel 2004 ho iniziato a studiare danza orientale ed ora sento che non è più nella mia identità, non mi appartiene più come prima, sebbene la ami. Ora mi identifico nella creazione, nella realizzazione di spettacoli, eventi, creare show e la regia dei miei lavori.

Come organizzi le tue performance? I tuoi costumi? Trucchi?
Nasce tutto dall’ispirazione, cosa che avviene all’improvviso. Ma a volte l’ispirazione più essere una richiesta del cliente, divenendo così una commissione. Un brano musicale può essere il punto di partenza, un’idea o un tema e da lì creo tutto il resto. Gli stimoli possono essere diversi, la musica, un vestito, un tema. Mi è sempre piaciuto creare, la regia, la produzione. Il mio punto di forza è la creatività, l’empatia, il rapporto con il pubblico. I costumi li realizzo da sola, amo il trucco e faccio tutto da autodidatta. Mi considero imprenditrice di me stessa. Ho studiato sartoria a Catania e fatto workshop per corsetti vittoriani, dedicandomi così ai costumi del burlesque.  Ho approfondito gli studi del costume a Milano.
Da quanto tempo ti dedichi al burlesque? In che modo è nata questa passione?
Dal 2011. Prima non era molto conosciuto, mi è sempre piaciuto lo stile vintage, anni ’50, così sono stata attratta dal burlesque. Ho voluto approfondire quest’arte e capire di cosa si trattasse.
L’attitudine per il burlesque nasce quindi dalla mia passione per il vintage, tramite il primo workshop mi sono resa conto che dietro il burlesque c’era tanto da capire e da studiare. Molti pensano che sia un semplice atteggiamento ammiccante, in realtà c’è parecchio studio e lavoro. Lo considero un vero e proprio dono. Non è per tutti, bisogna avere carisma e presenza scenica; sono le basi imprescindibili da possedere, che certamente possono essere affinate e sviluppate. Molte ragazze introverse e bloccate, con il burlesque  possono migliorare la propria capacità di esprimersi.
Personalmente non ho mai avuto il problema di esibirmi essendo una persona estroversa, ma posso dire che la prima volta che mi sono spogliata in pubblico in un act di burlesque è stato molto strano e nuovo. Con il tempo ho incominciato a vivere tutto questo come una forma di liberazione molto piacevole.
Vorrei precisare che nel burlesque non è prevista la nudità completa, non si tratta di striptease, come parecchi credono, ma ribadisco che c’è studio e arte, parliamo di qualcosa che va oltre il semplice spogliarsi, in cui il vedo-non vedo, l’interpretazione di un ruolo e l’ironia sono essenziali. Se pensiamo alle sue origini, durante il proibizionismo la nudità non era permessa, per cui c’era sempre un modo per celare e scoprire, la “fan dance” con i ventagli ad esempio nasce con l’idea di esprimere il concetto che utilizzando i ventagli in realtà non si era mai nudi.
Ci sono diverse forme di burlesque anche più estremizzato, ma in realtà si gioca con l’intimo vintage e l’arte della seduzione.
Parliamo del festival? Come nasce l’idea? Taormina ed il burlesque può essere un buon connubio?
Ho scelto Taormina perché sono cresciuta in questa città, metà taorminese e metà croata ho vissuto  e  sono ancora legata alle mie origini. E’ il mio territorio, lo conosco e vorrei valorizzarlo.
Taormina inoltre è stata sempre all’avanguardia con tutte le nuove tendenze e mode, non è mai stata incline ai tabù, luogo legato alla dolce vita. Vorrei far capire che cosa sia il burlesque nel mio territorio. Mi piacerebbe regalare la conoscenza di quest’arte al mio paese. Avevo voglia di fare conoscere questa disciplina che non è striptease ma un’arte, studio, in cui sono amalgamati teatro, circo e danza. Una forma di espressione non per tutti, elegante e particolare; non si tratta di performance “da piazza”, ma per teatri e sale al chiuso. Il mio festival si svolgerà infatti presso il Cine Teatro Olimpia di Taormina.
L’idea nasce dall’ esigenza di fare un prodotto mio, il mio Festival. Presenterò personalmente le serate e mi sono occupata delle selezioni, aiutata certamente da alcuni collaboratori della mia associazione.
Ho sviluppato il progetto dopo aver partecipato a festival internazionali, realtà molto diverse rispetto agli eventi nazionali. Per questo motivo il mio Taormina Burlesque Festival avrà uno stile internazionale. La lavorazione è iniziata a gennaio, è stato un lavoro duro e lungo che ho realizzato con la mia associazione “Accademia delle essenze artistiche”, che nasce con l’obiettivo di dare vita a tante attività culturali.
A quali Festival internazionali hai partecipato?
Al Festival di Ginevra, al Bohemian Burlesque Festival di Praga, all’Oklahoma City Burlesque Festival in America, in Croazia. Ad ottobre parteciperò al Festival di Monaco di Baviera e a novembre sarò a Londra al World Burlesque Games, prestigiosa competizione dove parteciperò in gara nella sezione innovazione.
In Italia ho vinto il Burlesque Factor a Roma ed a Bologna sono arrivata seconda permettendomi poi di essere nella capitale e vincere il primo posto e continuare a Ginevra.
Puoi preannunciarci il programma del tuo Festival, cosa succederà? Ospiti ?
Tre saranno i momenti importanti del Festival. Il “Vintage afternoon” il 22 settembre alle ore 17.00, che nasce con l’intento di portare la manifestazione all’esterno del teatro e di far conoscere le artiste a tutti coloro che non potranno essere presenti al Cinema Olimpia. Vorrei che la gente vedesse lo stile vintage e conoscesse il mondo del burlesque. Sarà una sfilata con delle auto d’epoca che condurrà le ragazze in abiti vintage da Taormina a Castelmola. Tra le vie del piccolo borgo medievale faremo degli shooting fotografici, ci sarà anche una sfilata dove sarà premiata la ragazza con il miglior stile vintage. Tante le partecipanti, tra cui molte ragazze che non sono rientrate nella competizione del festival hanno deciso di far parte dell’evento attraverso questo appuntamento.
Evento più importante in cui si svolgerà la competizione, sarà sempre il 22  alle ore 21.00  presso il Teatro Olimpia. Saranno consegnati diversi premi: il primo premio in assoluto è il Lady Burlesque Festival Taormina, poi saranno premiate altre categorie, perché come già detto il burlesque è una disciplina varia: premio miglior act classico, comico, innovativo e miglior costume. Quattro quindi le sezioni e cinque premi in totale.
Il premio assoluto sarà giudicato da una giuria tecnica di eccezione ed internazionale: Miss Botero, francese, pioniera del burlesque, già negli anni ’80 si dedicava a quest’arte;  Koko La Douce una performer molto brava e forte, vincitrice di Festival in America; Angelica G. L’Amour, organizzatrice del Burlesque Festival di Praga e Trixie Whipp direttrice del Festival di Bristol.
Oltre il primo premio, ognuna di loro consegnerà il proprio riconoscimento speciale: Miss Botero miglior pezzo comico, KoKo La Douces miglior act innovativo, Trixie Whipp miglior esibizione classica  ed elegante e Angelica G. L’Amour  miglior costume. Tutte le giurate si esibiranno durante le due serate.
Altro momento importante sarà il 23 sera, “Il gala show” in cui si esibiranno fuori concorso altre artiste. Il pubblico avrà così la possibilità di vedere ben quarantacinque artiste, suddivise in due giorni. La maggior parte delle partecipanti sono internazionali, solo quattro le italiane presenti.
Le performance scelte appartengono a diversi stili proprio perché ho voluto rappresentare il burlesque nella sua totalità. Sono molto felice perché il riscontro è stato ottimo. Tante adesioni e partecipazioni. Ci saranno artiste di tutte l’età, dai 18 ai 50 anni, perché per il burlesque non ci sono limiti anagrafici. Esistono infatti artiste di 80 anni.
Progetti per il tuo futuro? È in cantiere una prossima edizione?
Sicuramente ho dei progetti per il futuro, mi piacerebbe fare una seconda edizione con tante idee nuove. Oltre il festival vorrei creare altri eventi, momenti di spettacolo durante l’anno in Sicilia legati a questo evento.

Nella foto: Carlotta Bonadonna (a destra) intervista Roberta Pennisi