“Di solito si dice che la possibilità è leggera perché s’intende come possibilità di felicità, di fortuna. Ma questa non è affatto la possibilità: questa è un’invenzione fallace che gli uomini nella loro corruzione imbellettano per avere un pretesto di lamentarsi della vita e della provvidenza e per avere un’occasione di farsi importanti ai propri occhi. No, nella possibilità tutto è ugualmente possibile e chi fu realmente educato mediante la possibilità ha compreso tanto il lato terribile quanto quello piacevole di essa. Dalla vita non si può pretendere nulla e il lato terribile, la perdizione, l’annientamento abitano a porta a porta con ciascuno di noi; e quando si è appreso a fondo che ciascuna delle angoscie che noi temiamo può piombare su di noi da un istante all’altro, siamo costretti a dare alla realtà un’altra spiegazione: siamo costretti a lodare la realtà quando anche essa gravi su di noi con mano pesante e a ricordarci che essa è di gran lunga più facile che non la possibilità”.

Enzo Tortora, Laura Salafia … Casi di cronaca, lontani e recenti, liberamente rievocati da Nicola Costa nella sua opera teatrale “Tutto il resto ha poca importanza”: atto unico, scritto appena un anno e mezzo fa, è in scena al Teatro del Canovaccio di Catania (si replica tutti i giorni sino all’ultima data disponibile di domenica 8 aprile), con l’interpretazione di uno dei più armonici sodalizi artistici ovvero tra Francesco Bernava e Alice Sgroi.

L’onnipotenza della possibilità marcescente l’arte, che si rivela sempre più inadeguata ad esprimere la profonda spiritualità moderna. L’angoscia permea il dialogo serrato dei personaggi: due anime d’artista complementari, dove l’una incarna la contemplazione estetica, l’atto di estraniarsi trasognato dalla realtà, mentre l’altro esprime l’etica della pietà, l’aspirazione alla giustizia e all’àgape. “Diversamente dall’eros, che essendo egoistico e disinteressato, è un falso amore, l’àgape, essendo disinteressata, è vero amore, e ogni puro e sincero amore è pietà”.

Ph. Dino Stornello: Alice Sgroi insieme a Francesco Bernava; Nicola Costa