Turista per sempre” l’atto unico scritto ed interpretato da Gerri Cucinotta e da Annamaria Pugliese, in scena sino a domenica 11 marzo 2018 alla Sala Laudamo, offre nel titolo un’accattivante promessa, come le lotterie di Stato che con pari dicitura fanno sperare in vincite stratosferiche e rendite ultra ventennali.
È la vita “da bere” assaporata negli anni ottanta e gustata voluttuosamente nel decennio successivo. Una vita leggera votata al consumismo, riempita dalle parole della televisione, ma sempre più vuota e decadente nei sentimenti e nei rapporti umani.

Giovanni, il protagonista, è di Messina, unico suo punto di riferimento: “sono di Messina, nato a Messina e vivo a Messina” annuncia monocorde, è un personaggio che non sfigurerebbe in una puntata di “Cafon street” per la sua vivacità e gli interessi culturali. Ama la televisione, la lettura dei “giornaletti” ed il cinema, naturalmente quello impegnato “fisicamente”. La sua vita leggera ha spazio per una fidanzata, Laura, altrettanto attenta ai dettami del tempo: moda, bellezza, benessere; Laura, però non è attenta al loro legame sentimentale, intermittente come l’abatjour che porta in testa sulla scena; ora colpevole di appartarsi con altri uomini nella “piazzetta sulla panoramica”, ora vittima della rabbia violenta di Giovanni.
È il tradimento che spinge il protagonista ad andare lontano per cercare altro divertimento e, perché no, per trovare una compagna per la vita, infatti, afferma convinto di avere “la fissazione dell’amore”, che nel suo vocabolario emotivo “è come un gratta e vinci. E vinci il prezzo del biglietto”.

Arriva a Santo Domingo, a Puerto Plata, supermercato del sesso; l’immaginario di spiagge, resort e panorami è presto sostituito da una realtà di “odori di cibo, fogne, buche”, dal brulicare umano nella miriade di locali per il divertimento.

Trova esattamente ciò che ha cercato in quella “macelleria umana”, donne giovani, anche giovanissime, solo nomi e punteggi per le prestazioni, nessun problema, solo divertimento. Trova la sua anima gemella, Francis, ballerina per passione e prostituta per vivere, la porta in salvo a Messina, la sposa e dopo un po’, abbandonato dalla compagna, torna alla situazione originaria di “turista” della vita. Ma questo in estrema sintesi.

Il lavoro di Gerri Cucinotta è chirurgicamente profondo, affronta senza falsi pudori la follia di questo tipo di vita e ciò che può far sorridere, riconoscendo alcune situazioni tipiche della nostra Città, si traduce ben presto in un monito serissimo contro la superficialità (non leggerezza) del vivere. I passaggi emozionali di Giovanni, soprattutto quando alcool e allucinazioni hanno il sopravvento, sono i più difficili da seguire. Invece, si coglie perfettamente la crudezza delle situazioni di sfruttamento sessuale e come si basino solo su storie di violenza ed esigenze di sopravvivenza. Un testo che invita alla riflessione e alla trasformazione di una vita diventata, ormai, folle.

La conclusione, bella e tristissima è la composizione di Battiato: ‘U Cuntu.
‘Usennu stamu piddennu ‘u sennu
ti ni stai accuggennu unni stamu jennu a finiri
‘ccu stu munnu ca sta ‘mpazzennu….