Collettiva di pittura di Angela Andaloro, Giusy Giorgianni e Maria Teresa Giunta

mostra-1A pochi giorni dall’inizio della stagione degli spettacoli, prosegue al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, l’iniziativa “Opera al Centro” con la collettiva di pittura: Le apparenze rendono “folli”. Una riuscita collaborazione tra le artiste Angela Andaloro, Giusy Giorgianni e Maria Teresa Giunta, che hanno messo a disposizione la propria sensibilità creativa, in un ensemble vario e interessante.

“Non è stata una scelta folle, ma una scelta ben consapevole del valore della Artiste” ha sottolineato Giuseppe La Motta curatore della manifestazione, “ognuna con le proprie specificità è riuscita ad amalgamarsi profondamente con le altre, dando vita ad un lavoro armonioso”.

MT-GiuntaStavolta si è puntato ad allargare lo sguardo all’orizzonte artistico della provincia messinese, da dove provengono le tre Pittrici, successivamente si “attraverserà” lo Stretto ospitando un artista calabrese, come ha anticipato La Motta.

Il sovrintendente Egidio Bernava, invece, ha rimarcato come questa iniziativa serva a focalizzare l’attenzione sul tema della donna nell’arte , tema che offre molteplici spunti di approfondimento e riflessione .

Giusy-GiorgianniMa le vere ed uniche protagoniste della serata sono state le tre Artiste, che non hanno lesinato accurate spiegazioni al pubblico presente.

Chiedere ad un’artista di spiegare la propria opera dà la sensazione di chiedere un “Bignami”, un sunto semplificato e un po’ superficiale.

Ma solo attraverso le domande si può aprire un canale di comunicazione con l’artista e le sue opere, che, altrimenti, resterebbero vincolate esclusivamente all’apparente soggettivo.

Andaloro, Giorgianni e Giunta sono tre artiste che esprimono le proprie visioni, declinando apparenze e follia.
Angela-Andaloro-2Angela Andaloro, ritrae delicati fanciulli in pose ispirate alla classicità greca: il maratoneta, i bronzi di Riace, il discobolo; poi sintetizza la “follia” dell’apparenza nel “Pupo” imprigionato nella corazza che cela e costringe l’esistenza e l’essenza.
Giusy Giorgianni usa un “tratto corposo e colori caldi” per raccontare le sue “apparenze”, zoomandone le forme e curandone sapientemente i dettagli.
Infine, Maria Teresa Giunta ci proietta in scenari di grande respiro che hanno la caratteristica di attrarre lo sguardo verso l’orizzonte del dipinto, con la bellissima conseguenza di…. finirci dentro.

È solo una sintesi delle impressioni che si provano visitando questa mostra, che, così come le precedenti, prosegue il tentativo di rivitalizzare , attraverso il linguaggio pittorico, la nostra sonnolenta Città.