Torna “Opera al Centro” la rassegna d’arte curata da Giuseppe La Motta che propone, da oltre un anno con cadenza quindicinale, le opere di artisti del territorio messinese.
Le sale espositive del Teatro Vittorio Emanuele ospiteranno sino al 16 ottobre p.v. la personale di Sabrina Lo Piano dal titolo intrigante ed enigmatico: “l’essenzialità dell’invisibile”.

 

Sabrina Lo Piano è un’artista il cui talento creativo ha percorso vari passaggi prima di arrivare alla scultura in creta; prima disegnatrice e vignettista, poi pittrice affascinata dal tocco impressionista, poi dal cromatismo della pop art, approda nel 2012 alla scultura in creta, con le quale riesce a dare voce e immagine al suo mondo creativo.

Nascono così i “corpi che parlano con le loro mancanze, privi di mani, di braccia, con le torsioni dei busti; corpi schiacciati al suolo o avvinghiati su stessi” come risaltano nella lettura appassionata fatta dalla prof. Patrizia Danzè nell’introduzione alla mostra.

“L’essenzialità dell’invisibile è tutto ciò non mostriamo, ciò che appartiene al nostro intimo, al dualismo che ci portiamo dentro, ciò che rimane oscuro“ dice l’Artista, un mondo che per essere comunicato ha bisogno di un linguaggio.

 

Sabrina Lo Piano ha trovato nella creta l’alfabeto dell’anima, così dalla materia, plasmata in forme prevalentemente femminili, nascono voci che raccontano di “Fratture” e “False apparenze”, colgono “L’assenza” e ”L’estasi”, aprono una “Via di fuga” e si protendono verso l’infinito nel “Dialogo con l’anima”. Tutte, però, nascondono sotto le sembianze del visibile, un dolore antico e ancestrale, risonanze delle note più cupe della vita che gli artisti sanno captare. Come la morte di un figlio che annulla il viso di una donna dalle sembianze sinuose, nell’Immortalità perduta. Al di là di ciò che si vede, in ogni scultura si trovano spunti per andare oltre il visibile ed addentrarsi in un percorso introspettivo che dell’Artista passa allo spettatore.

 

 

Danzè-Lo Piano-La Motta

Una mostra che merita di essere vista ed ha il merito di avere rivitalizzato le sale del Teatro Vittorio Emanuele.
Ora si attende con ansia un “messaggio dell’Imperatore” per superare la situazione tragicamente kafkiana del Teatro.

 

 

 

I Direttori artistici, Pappalardo e Celi, hanno lavorato alacremente al cartellone 2018-2019, ora è tempo di far partire, anche a spinta, questa macchina.
Adesso tocca agli amministratori regionali, ma anche a tutti i rappresentanti politici messinesi adoperarsi per sbloccare questa situazione.
Meno chiacchiere e più Teatro – ovviamente – Vittorio Emanuele.