Dopo la riuscita rappresentazione del Lago dei Cigni all’inizio della stagione teatrale 2017-2018, torna sul palco del Vittorio Emanuele il Balletto di Milano con Lo Schiaccianoci, balletto fantastico in due atti su musica di Piotr Ilic Tchaikovsky.

Probabilmente, tra i balletti è quello che vanta il maggior numero di esecuzioni e di adattamenti creativi da quando, nel lontano dicembre del 1892, fu rappresentato con scarso successo a San Pietroburgo. Solo una parentesi di incomprensione, poi la storia racconta di un adesione “ipnotica” del pubblico all’alchimia di musica e danza presentata da Lo Schiaccianoci.

Lo spettacolo, proposto sino a domenica 28 gennaio a Messina, è una versione rivisitata dal coreografo Federico Veratti e dallo scenografo Marco Pesta che ha ricreato in un’ambientazione anni ’20 la magica notte natalizia di Clara e del suo Principe-Schiaccianoci.

L’intento dichiarato è stato di “svecchiare” la storia da quegli elementi coreografici e scenografici che limitavano il brio, la vivacità di un’opera che è un inno alla bellezza della vita, alla lotta, intesa come percorso coraggioso contro le avversità, che possono avere simbolicamente le fattezze orribili del Re dei Topi e della sua corte.

Rimane la struttura fondamentale del racconto di E.T.A Hoffmann e della versione addolcita di Alexandre Dumas, mantenendo la partizione realtà – sogno che divide sostanzialmente i due atti dello spettacolo. Numerosi gli artisti che si segnalano per la loro bravura: Lorenzo Bottaro, il dispettoso fratello Fritz, l’onnipresente Drosselmeyer proposto da Alessandro Orlando, ballerino di grandi qualità interpretative; Clara, Marta Orsi ed il Principe Federico Mella che hanno deliziato il pubblico con un riuscito grand pas deux, il Re dei topi, Alessandro Torrielli. Applaudite e riuscite nell’esecuzione le danze: spagnola, araba, russa, cinese e la pastorale, che hanno coinvolto il corpo di ballo milanese, riscontrando il gradimento del pubblico che ha applaudito calorosamente i passaggi di maggiore effetto del balletto. Sicuramente migliorabili gli effetti luce, che per esempio non riescono a rendere la poesia della nevicata.

Per ultimo due considerazioni a margine dello spettacolo.
Lo Schiaccianoci viene per consuetudine proposto in periodo natalizio, data l’evidente corrispondenza con la trama, ma ciò non “obbliga” a proporlo solo in quel periodo. Immaginate il balletto “Sogno di una notte di mezza estate”, in scena solo verso metà luglio?
Inoltre, ogni adattamento e ogni Compagnia, seria e appassionata come il Balletto di Milano, meritano attenzione.
Chi ha pensato: “l’ho già visto Lo Schiaccianoci”, ha perso l’occasione per godere di un’interessante prova d’Arte.