Dopo il successo dell’incontro Ravvicinato, Martin Scorsese torna alla Festa per presentare il restauro di San Michele aveva un gallo di Paolo e Vittorio Taviani.

Dopo lo straordinario successo dell’incontro Ravvicinato, Martin Scorsese è tornato all’Auditorium Parco della Musica per presentare al pubblico, la proiezione di San Michele aveva un gallo scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani: la Festa del Cinema ha reso così omaggio a Vittorio, da poco scomparso, attraverso uno dei capolavori realizzato con il fratello e restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia- Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce Cinecittà.

Sold out per questo incontro in cui oltre la stampa e pubblico di interessati, molti studenti di cinema dell’Università di Roma pronti a rivolgere le loro domande al grande maestro Martin Scorsese, ospite d’eccezione del Festival.

In sala presenti Paolo Taviani, molto emozionato per l’omaggio ricevuto da parte della manifestazione e commosso dalle parole di Scorsese.


Insieme a lui Lina Taviani e la moglie e i figli di Vittorio.
E’stato sicuramente un momento molto importante in cui il cinema americano si è unito al grande cinema italiano ed in cui Il maestro americano ha elogiato e sottolineato la grandezza del cinema italiano in particolare della cinematografia neorealista, ricordando i grandi film ed i grandi registi di questo periodo.

Scorsese evidenzia inoltre l’importanza del restauro e della storia del cinema in generale, puntando l’attenzione all’universalità dei film neorealisti che sono stati capaci di arrivare fino ai cuori dei grandi cineasti d’ Oltreoceano. Il maestro americano ha senza ombra di dubbio utilizzato parole di passione e grande orgoglio per il nostro cinema, enfatizzando l’oggettività e la forza con cui Rossellini, DE Sica ed i fratelli Taviani abbiano raccontato la storia dell’Italia in un periodo difficile e complesso.

Parole di stima e ammirazione al momento della presentazione del film “San Michele aveva un gallo”, più volte ha osannato la bravura con cui i Taviani hanno realizzato questo capolavoro. Quinto film dei registi del 1972.
E’ un adattamento del racconto “Il divino e l’umano” di Lev Tolstoj. Una storia nella vita politica ed umana di quel periodo italiano.

Un appuntamento che ha reso onore e omaggio alla grandezza del nostro cinema.