Grande affluenza di pubblico, già dall’inaugurazione, alla mostra “Observateurs d’Art. Curiosi a Parigi” di Aurelio Valentini e Antonio Giocondo. La scelta di utilizzare, per le esposizioni, il foyer al secondo piano del Teatro Vittorio Emanuele si è rivelata azzeccata dal punto di vista artistico, perché offre la possibilità di apprezzare meglio le opere ed è una scelta particolarmente gradita ai visitatori, che vengono coinvolti in un’atmosfera d’altri tempi.

Stavolta, Opera al Centro, il progetto artistico curato da Giuseppe La Motta, propone un percorso artistico giocato sull’osservazione…. di chi osserva.  

Gli “osservatori d’arte” sono coloro che varcano la soglia dei musei parigini: il Louvre, il museo d’Orsay, tanto per citarne due. I “curiosi a Parigi” sono Aurelio Valentini e Antonio Giocondo, artisti ed amici che, nel luglio dello scorso anno, hanno trascorso due settimane di vacanza nella capitale francese.

L’idea che darà vita alla mostra nasce dopo il loro rientro; nel momento in cui si svuotano le valigie e si riassetta la memoria. Loro, artisti capaci di cogliere nelle immagini le note dell’arte; pittori e fotografi, uomini sensibili al reale e all’immaginario, vengono attratti dall’idea di realizzare “una doppia personale pittorica e fotografica orientata su quel soggetto che più d’ogni altro li ha stimolati: gli osservatori d’arte” come scrive Maria Teresa Zagone, la storica e critica dell’arte che ha curato la brochure della mostra e la sua presentazione.

Scatti fotografici e dipinti costruiscono un percorso artistico e narrativo coinvolgente che moltiplica il “gioco” visivo, tante più volte si riesca a contare gli osservatori e le opere osservate. Una relatività visiva che pone l’osservatore in una dimensione spazio-temporale diversa dal soggetto osservato che, a sua volta, si differenzia perché coinvolto nell’osservazione di un altro evento, stavolta, narrato da un’opera d’arte.

Gioco di specchi, di rifrazioni, di rimandi visivi che comunicano lo stupore davanti alla bellezza, la curiosità di cogliere i particolari, ma anche le pause tecnologiche delle giovani impegnate, in quei luoghi, nell’utilizzo del telefonino. Lontanissime da chi, invece, disegna su carta ciò che sta osservando.

Il dualismo pittura e fotografia trova nella mostra di Valentini e Giocondo la sintesi perfetta: c’è la prontezza di fermare, con uno scatto, l’emozione che il cervello ha già registrato; c’è la traduzione che il pennello sa scrivere su una tavola, con tempi meditati.

Sono gli stessi artisti che, stavolta, si sono trasformati in registi e dirigono, con passione ed ironia, i racconti che nascono da un fotogramma o da un dipinto. A volte si dividono la scena, da una parte, la foto di una ragazza in primo piano ed il mondo festoso e variopinto de “Le nozze di Cana” alle spalle; dall’altra, due attenti “osservatori d’arte”, colti dal pennello di Valentini.

I due Artisti, attraverso le opere fotografiche e pittoriche condividono con il visitatore-osservatore il bagaglio di ricordi di quel viaggio; tanti “regali” che costruiscono un percorso nell’immaginario, tante piacevolissime strade che portano la mente (ed il cuore) in viaggio.

La stazione di partenza è la Ville Lumière, il punto d’arrivo? Quando si esce dal bellissimo percorso espositivo.

La mostra è stata dedicata a Claudio Militti, scomparso improvvisamente il 30 gennaio 2019.  All’artista di valore e all’uomo gentile e generoso va il ricordo affettuoso di tutti coloro, me compresa, che l’hanno conosciuto e apprezzato, per le sue doti artistiche e per l’innata cortesia.

È intenzione dell’Ente, come ha detto il direttore artistico Giuseppe La Motta, di organizzare una mostra delle opere di Militti, così come si stava già progettando.

 

La mostra, potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’8 al 19 febbraio 2019 nelle fasce orarie 10:00/13:00; 16:00/19:00.