Lelè il mafioso.it, per la regia di Nicola Alberto Orofino, è il sogno divenuto realtà del concittadino Paolo Picciolo. La commedia musicale, di cui il Picciolo è produttore e sceneggiatore, che è stata presentata oggi in conferenza stampa, andrà in scena venerdì 7 dicembre alle 21.00 presso il Teatro Vittorio Emanuele.

È una storia di mafia, ma affronta il tema dell’omosessualità e della convivenza di una vecchia scuola tradizionalista, rappresentata dai malsani retaggi mafiosi, e l’onestà, il cambiamento sociale, il progresso personificati nella figura di Lelè, un ragazzo omosessuale, figlio di un boss, Don Vito. Quando il padre finisce in carcere, Lelè — approfittando della sua assenza — rivoluziona l’organizzazione della cosca: comincia a pagare le tasse e, lavorando onestamente, mette su un’azienda che si occupa prevalentemente di abbigliamento, cibo, vini e prodotti tipici, esportando in tutto il mondo con il brand “Mafia” e il sito “ilmafioso.it”.  Al suo ritorno il padre cercherà di tornare ai vecchi sistemi ma dovrà fare i conti con il suo amore per il figlio e i cambiamenti della società.

«Il prossimo passo sarà Broadway — ha affermato il produttore nonché sceneggiatore Paolo Picciolo — mi sono già messo in contatto con l’America, ho inviato la sceneggiatura e provvederò a mandare loro anche un video esemplificativo. Questa è la prima prima di Broadway, è questo il nostro obiettivo».

Il protagonista, Lelè, è interpretato dal giovane Mirko Darar, un ex addestratore cinofilo di 30 anni, di origini egiziane ma per anni ha vissuto a Celle Ligure, già noto al pubblico per Italia’s Got Talent e il programma Saturday Night Live insieme a Claudio Bisio in onda su TV8. «Per chi mi conosce, sa che io sono un comico e devo dire che l’ansia da prestazione è tanta ma qui mi sono trovato in famiglia — ha detto l’attore — Per me è un onore interpretare questo ruolo, che è molto divertente, ma anche intenso; riesce a rompere gli schemi precostituiti della società e di un’organizzazione gerarchica e patriarcale come la mafia, facendo emergere alcuni valori universali che prevalgono su tutto».

Il padre di Lelè, Don Vito, è interpretato da Francesco Foti, noto per i suoi ruoli nelle produzioni Rai Un medico in famiglia e Squadra Antimafia, che ha sottolineato: «È stato molto importante il lavoro corale che è stato fatto, siamo tutti protagonisti. Non soltanto noi attori ma tutti, dal coro ai ballerini».

Alla conferenza stampa era presente anche il direttore artistico della sezione musica del Vittorio Emanuele Matteo Pappalardo, che ha spiegato che questo è «il primo di uno serie di spettacoli autoprodotti con artisti siciliani — e che l’Ente — attraverso corsi di formazione e talent parteciperà alla produzione di altri progetti che saranno inseriti nel cartellone artistico della stagione teatrale».

Presenti all’incontro anche altri protagonisti dello spettacolo gli attori Carmela Buffa Calleo, Luca Fiorino, Tino Calabrò, Cosimo Coltraro, Lucia Portale e Francesco Bernava; i musicisti Maria Fausta Rizzo, Claudio Palana, Giovanni Puliafito e Alessandro Boriani; il direttore musicale Francesco Pisano, il Coro Bianco Suono del Centro Progetto suono di Messina, la direttrice del coro e vocal coach Agnese Carrubba. Alcuni ballerini della Marvan Dance Group. Il regista Nicola Alberto Orofino, l’assistente alla regia Gabriella Caltabiano, la coreografa Carlotta Bolognese, l’assistente alla coreografia Giorgia Di Giovanni, il responsabile luci Renzo Di Chio, l’addetta ai costumi Rosy Bellomia, l’addetto alla grafica retroproiezioni Fabio Franchi, i curatori degli arredi scenici e attrezzeria Cristina Ipsaro Passione e Riccardo De Leo, l’esperta di Comunicazione e Graphic Design Tina Berenato.