Come far leggere un classico della letteratura come “Il Gattopardo” ad una ragazza appena adolescente?
Missione difficile, ma non impossibile, per una mamma.

Una mamma anche insegnante, scrittrice e appassionata studiosa della vita e delle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

L’impresa è riuscita a Maria Antonietta Ferrarolo autrice del libro “Il Gattopardo raccontato a mia figlia” che, però, ha svelato , nell’incontro svoltosi alla libreria Feltrinelli di Messina, il retroscena della genesi del suo lavoro. L’intenzione iniziale era di creare una “mappa” per far avvicinare la figlia alla scoperta di un tesoro letterario, appunto “Il Gattopardo”. Poi l’incontro con l’Editore de’ La nuova frontiera junior, che ha compreso il potenziale istruttivo della sua creazione e, da sempre attento a ciò che propone ai giovani lettori, ha deciso di pubblicarlo nella collana “scrittori del ‘900”.

La necessità di raccontare un classico nasce dalla constatazione che i giovani hanno bisogno di una guida per avvicinarsi a questi testi. L’assordante mondo dell’informazione sociale non ammette i tempi quasi meditativi della lettura di un libro. Meno che mai un libro che, a dispetto del numero di pagine, ha una corposità linguistica, emozionale e di pensiero straordinaria. “Assistiamo – ricorda la Ferrarolo – ad un progressivo depauperamento del lessico giovanile che, adesso, registra livelli preoccupanti”.

Negli anni ’70 il “credito sintattico” di un giovane si basava su circa 1600 parole, ai giorni nostri il livello è sceso a circa 500 parole. E quello che rattrista maggiormente è la produzione letteraria articolata anche su sole 900 parole.

“Il Gattopardo” è una medicina poderosa, disinfesta dal parlare becero, abitua ad un linguaggio articolato come il pensiero che veicola. Nella “filigrana” della narrazione nasconde la storia di uno scrittore ancora non completamente conosciuto, che la Ferrarolo definisce persino misterioso.
il-libroGiuseppe Tomasi di Lampedusa ha costruito una “cattedrale” della letteratura, ma durante la sua vita nessuno se ne è accorto. Uomo anonimo, sconfitto dalla vita, ha percorso una “discesa agli inferi” in vita, finendo gli ultimi giorni nell’indigenza. La bellezza della sua opera si confronta con la mostruosità della sua vita ed il racconto di questa disarmonia è una delle segnalazioni che Maria Antonietta Ferrarolo aggiunge alla “mappa”, per far riflettere i giovani sulle fluttuazioni della vita.
Non è facile parlare con gli adolescenti, non danno retta e spesso risultano tanto incomprensibili quanto arroganti. Come chiunque di noi, alla loro età.

Il racconto è la chiave per arrivare al tesoro e Maria Antonietta Ferrarolo riesce con una narrazione interessante e fluente a catturare l’attenzione anche dei lettori più giovani.