Mondo evanescente” è il titolo della nuova proposta artistica di Opera al Centro, progetto curato da Giuseppe La Motta e allestito negli spazi espositivi del Teatro Vittorio Emanuele.

L’artista che stavolta si mette in gioco è Rosa Rigano.

Ghersi – Rigano – La Motta

Diplomata al liceo artistico, ha insegnato per molti anni in alcuni istituti scolastici della nostra Città. L’interesse per la pittura la cattura sin dalla più giovane età e la porta ad approfondire varie tematiche con un approccio prima figurativo, successivamente indirizzato verso l’astratto. Appartiene a questo periodo la personale alla galleria “Arte Centro” di Enzo Celi, caratterizzata da una pittura di oggetti indistinti e sfaldati, dalla conformazioni più varie.

In seguito, torna al primo interesse per le forme ed il corpo umano, elaborate però con tecniche pittoriche in cui acquista importanza lo spessore del colore e la combinazione di altri materiali che interagiscono nel dipinto. Tutti questi elementi confluiscono nella produzione recente di Rosa Rigano, in cui l’evanescenza del tratto si amalgama con la consistenza materica dell’opera.

È un mondo attuale che diviene evanescente perché si sottrae alla violenza, alla prepotenza, all’aggressività dell’esistenza moderna. Sono corpi, perlopiù femminili, che si proteggono ora assumendo una posizione fetale, ora ponendo le mani come scudo all’aggressione o a capo chino incrociando le braccia a suggellare una chiusura assoluta. Il plurale va usato parlando della somma dei dipinti, ma i soggetti di Rosa Rigano sono sempre da soli, un fotogramma artistico colto un attimo prima che la dissolvenza ne annienti le forme ed il senso.

Nella pittura di Rosa Rigano I colori si sovrappongono e si annullano, lasciano all’ increspatura di un velo materico il compito di rafforzare il movimento verso l’indefinito. Per sottrazione si dissolvono le forme e la certezza dell’immagine lascia il posto all’inquietudine sottolineata da una nota sommessa e dolorosa che riaffiora in ogni dipinto.

I quadri hanno una voce propria e dialogano con lo spettatore, se questi ne sente la voce. Il valore aggiunto di queste esposizioni – lo sottolineiamo spesso – è il contatto con l’artista che mette a disposizione l’opera e se stesso. Infatti, si comprende molto di più conoscendo l’autore e entrando nel suo mondo attraverso le chiavi che ci fornisce.

Nel caso di Rosa Rigano è un percorso bello e piacevole, accompagnato dalla sensibilità di un’artista che descrivendo le proprie creature sa trasmettere, con un misto di orgoglio e timidezza, la gioia fresca e vitale di un animo artistico puro che trova nella pittura la propria voce.

La mostra potrà essere visitata fino a martedì 13 giugno 2018, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 16,30 alle 19, escluso il lunedì.