Nel programma anche il documentario Cca’ sulla vita rurale in Sicilia
e “Lo specchio” del regista russo

Tre appuntamenti nella serata del 24 agosto della quindicesima edizione dell’Horcynus Festival.
La programmazione al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro parte alle 21.00 con la proiezione del film-documentario “Cca”, che ritrae in forma poetica la vita rurale della Sicilia. Ccà’ è un viaggio tra umili pescatori, massaie e mercanti, che vivono le loro vite nei paesini ai margini, tra la costa o le montagne dell’isola. La pellicola non si limita a rappresentare la routine di questo popolo, ma prova a rinsaldare i rapporti tra la loro quotidianità e le radici, perdute o dimenticate, della terra siciliana.

A seguire, spazio al Focus speciale dedicato al regista russo Andrej Tarkovskij.
Con Andrea Ulivi, vice-presidente dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij – a cui, durante gli appuntamenti di settembre del Festival sarà assegnato il Premio Horcynus Orca per l’opera di conservazione e promozione dell’Archivio Tarkovskij – proseguirà la riflessione legata alle scelte estetiche del regista russo, nell’incontro intitolato “Scolpire il tempo” (ore 22.15), in omaggio all’omonimo saggio di Andrej Tarkovskij che contiene le riflessioni del regista sull’arte cinematografica.

In chiusura di serata, alle 23.00, la proiezione del film “Lo Specchio”, pellicola autobiografica che Tarkovskij gira nel 1974. “Il protagonista – con le parole dello stesso regista – è un uomo sui quarant’anni che si sforza di fare un bilancio della vita precedente. Sullo schermo vanno avanti di pari passo tre storie: la prima è costituita dai ricordi dell’infanzia; la seconda è composta delle cronache di avvenimenti storici vissuti e compresi sotto un’angolazione prettamente individuale; la terza è formata da ragionamenti psicologici che sono un po’ la sintesi di tutto il discorso.

Alla proiezione di “Lo Specchio” è legata la mostra fotografica “Lo specchio della memoria”, che sarà allestita a settembre sia a Messina che a Reggio Calabria. La mostra presenta un confronto, utile per riflettere sull’opera del regista russo, tra i ritratti fotografici di famiglia della famiglia Tarkovskij, scattati negli anni ’30 e le foto di scena dello stesso film.