stefano veroux e maria teresa papale
Stefano Veroux appena ventenne lascia Taormina per intraprendere la professione di esperto di comunicazione aziendale. Presto scopre l’inclinazione alla letteratura, che abbraccia lontano dalle mode correnti e con una originale attenzione ai processi socio-politici.
Lo stile di Veroux invita a oltrepassare quel che il poeta Sergio Pensato chiama “le frontiere per il controllo della mente”, intese come “la comunicazione di massa (Pubblicità e Propaganda sui mass media), e la ricerca neurofisiologica, sviluppate in modo autonomo come discipline”. Sergio Pensato aggiunge: “C’è una inquietante sinergia tra il mondo scientifico-accademico e i mass media: al proposito notiamo che riviste accreditate come Le Scienze col prospettare una ipotesi di ricerca in qualche modo ne predispongono il bacino di utenza. Marketing. Sta succedendo con tutte le ricerche per la lettura del cervello e la definizione del linguaggio… Penso che non si possa contrastare in altro modo la tendenza che rendendo l’utenza consapevole dei pericoli e delle problematiche di tali ricerche. Decisiva diventa la qualità degli individui, e tutto il sistema culturale – a cominciare dalla Istruzione – dovrebbe servire a formare uomini migliori, cioè personalità stabili e dotate di una minima cultura e di una mente vigile. Invece il potere aggredisce proprio la cultura: gli standard sono stupidi e volgari, ma ci convincono che sia implicito accettare questi fattori negativi nella cultura di massa. La chiamano democrazia e libertà… Un po’ come Grillo con la sua idea folle di democrazia liquida. O la prassi molto comune di far diventare socialmente virtuoso un comportamento distruttivo e antisociale. Come sta avvenendo con la immigrazione di massa, sfruttata da personaggi ignobili e associazioni criminali. Decenni di cattocomunismo hanno prodotto un buonismo devastante. Altro campo – per esempio – che si sta sviluppando in modo sotterraneo e pericoloso è il controllo diretto del cervello attraverso innesti elettronici. Per ora si sta creando il consenso con le attese più o meno giustificabili in ritorno di salute sui pazienti. Ma una volta che tali tecniche diventassero comuni, chi ci garantisce che non se ne farebbe uso su soggetti normali? In effetti i richiami sono pressanti, c’è l’ossessione di controllare gli individui e le masse perché il sistema politico non sia contraddetto dal processo democratico. L’aspetto notevole della Società dello Spettacolo è la integrazione di tutti i livelli e i sistemi di controllo attorno al teatro della informazione. Questa epoca oscura nasce dall’incontro dei regimi totalitari esperti in propaganda con la società capitalista del consumismo. E si avvale della stessa democrazia e della informazione di massa per seguire i suoi inconfessabili fini. Non scampa nessuno al lavaggio del cervello, nemmeno persone politicizzate e dotate di una buona cultura. Il segreto della resistenza consisterebbe nel livello di vigilanza contro l’immersione totale – e premeditata – nella cultura di massa. La chiave è estremamente critica. Gli Italiani hanno smantellato dopo gli Anni di Piombo la rete notevole che avevano costituito, per bruciarsi i ponti alle spalle; ed oggi il materiale umano è assai scadente. Il tempo è galantuomo”.
Stefano Veroux ha vinto il Premio Elmo 2017.

Nella foto: Stefano Veroux insieme all’organizzatrice del Premio Elmo, Maria Teresa Papale