Splendida domenica.
La calura estiva si è notevolmente attenuata e la prospettiva di una bella giornata dà forza ai progetti fatti durante la settimana. Prima domenica del mese, quindi c’è la possibilità di entrare gratuitamente al Museo. L’ho visitato alcune volte, ma oggi la curiosità è vedere cosa succede, “l’effetto che fa” ….la gratuità.

Varco il portone d’ingresso che non sono ancora le 10. C’è gente, molta gente, nuclei familiari con bambini piccolissimi, gruppi con guide turistiche, stranieri. Prendo il biglietto gratuito e mi inoltro nel percorso.

MUSEO-VISITATORILa missione è guardare la gente, scattare foto, cogliere momenti di vita museale, ma fatti pochi passi comincio a guardare le bellezze esposte: capitelli, statue, dipinti mosaici. La luce che filtra dalle finestre, la luce che scende dai faretti, le linee dell’architettura interna e mi dimentico di chiunque mi sta intorno.

Che bello questo museo, dove non trovi sale, ma spazi di bellezza, amplificati in taluni casi o più circoscritti in altri, in un percorso mai scontato, sicuramente emozionante.

MUSEO-erbacceUscita dal plesso, mi incammino lungo i vialetti secondari. Forse è il contrasto, ma dopo tanta bellezza e perfezione, provo insofferenza per la vegetazione selvatica che circonda i reperti artistici, per l’incuria che non vede la gramigna crescere lungo il percorso dei visitatori.

Non spero di vedere un giardino inglese, ma se il “fuori” fa parte dell’idea museale che il Mu.Me vuole proporre, non può essere lasciato nelle condizioni odierne. Poi, lascio un desiderio: per chi lavora in questi luoghi, mi riferisco al personale di custodia, perché si innamori del posto che custodisce e trasmetta questa passione ai visitatori. Come fa Cesare Riitano al Mambo di Bologna, che si alza dalla sua seggiolina da vigilante e coinvolge lo spettatore illustrando con amore le opere della “sua” sala. Grazie a lui mi sono soffermata su opere che per complessità astrattiva avrei scartato a priori. Lo ringrazio perché c’è sempre bisogno di qualcuno, soprattutto in questi luoghi di tanta bellezza, che riporti il metronomo a ritmi più lenti.

San-Placido---tavola-del-16Dopo il Museo ho la possibilità di visitare tre strutture museali non molto conosciute: il Museo “La Vara e i Giganti” presso Antiquarium Palazzo Zanca, il Museo del Tesoro di San Placido presso San Giovanni di Malta. il Museo Provinciale “Messina nel ‘900” presso Rifugio Cappellini. Sono le iniziative promosse dall’Associazione Amici del Museo di Messina, nell’ambito della XIV Giornata Nazionale degli Amici dei Musei “Un Museo, una Città”, in collaborazione con il Comune di Messina, il Comitato Vara, il Museo Provinciale del ‘900, l’Associazione Aura e la Compagnia di San Placido.

San-Placido-reliquieNon potendo visitarli tutti, scelgo il Museo del Tesoro di San Placido presso San Giovanni di Malta. Altra meraviglia.

Le spiegazioni di Francesca Mangano e Marco Grassi dell’Associazione Aura rendono ancora più semplice addentrarsi nella storia e nei misteri di un luogo straordinario.

San-Placido--VoltaCosì ho concluso la mia domenica museale, con leggero rammarico per non avere visitato gli altri e con la speranza che ci siano altre aperture domenicali.