Fazil Say 2016
Photo: Marco Borggreve

“Tra il 2013 e il 2014 Fazil Say ha dedicato tre brani alla repressione del dissenso a Gezi Park, vicino a Piazza Taksim a Istanbul nel maggio 2013. Say scrisse a poca distanza dai fatti il concerto per due pianoforti Gezi Park 1, cui seguirono nel 2014 la Sonata Gezi Park 2 e la ballata per mezzosoprano e pianoforte Gezi Park 3 che ebbe la sua prima esecuzione a Brema con Marianne Crebassa”, rende noto il Teatro alla Scala di Milano, dove, domenica 27 gennaio nell’ambito della Stagione dei Recital di Canto, ritornano a esibirsi insieme Fazil Say e Marianne Crebassa. Per l’occasione, Say eseguirà soltanto Gezi Park 2 e Gezi Park 3, ma il concerto, annuncia il Teatro alla Scala, è articolato in “un percorso nella musica da camera tra Ottocento e Novecento, riprendendo diversi brani contenuti nell’album Secrets che ha ottenuto consensi all’uscita nel 2017”.

Il programma completo del Recital di Canto 2018/2019 Domenica 27 gennaio 2019 ore 20
Mezzosoprano
MARIANNE CREBASSA
Pianoforte
FAZIL SAY

Claude Debussy
Trois Mélodies
La mer est plus belle
Le son du cor
L’échelonnement des haies

Erik Satie
Trois Gnossiennes
1. Lent
2. (Avec étonnement)
3. Lent

Claude Debussy
da Préludes (I Libro)
10. La Cathédrale engloutie
12. Minstrels

Maurice Ravel
Shéhérazade
versione per voce e pianoforte
1. Asie
2. La flûte enchantée
3. L’indifférent

Vocalise-étude (en forme de habanera)
Gabriel Fauré

da Mirages op. 113
1. Cygne sur l’eau
4. Danseuse

Henri Duparc
Chanson triste
Au pays où se fait la guerre

Fazil Say
Gezi Park 2. Sonata per pianoforte op. 52
1. Nights of resistance on the streets of Istanbul
2. The silence of the gas cloud
3. About the killing of the innocent child Berkin Elvan
4. Hope is always in our hearts
Gezi Park 3 op. 54
Ballade per mezzosoprano, pianoforte e orchestra d’archi
versione per mezzosoprano e pianoforte.

Le proteste di Gezi Park. Dal dossier di balcanicaucaso.org
La mobilitazione civile nata con l’opposizione al progetto di ricostruzione del Gezi Park nel cuore di Istanbul, che prevedeva l’abbattimento di 600 alberi, ha acceso una protesta dilagata poi in tutto il Paese. Nel mirino è finito il governo di Recep Tayyip Erdogan.
“Senza dubbio una delle conseguenze più importanti della rivolta del Parco Gezi sono stati i Forum Aperti – ha scritto Yurdagül Simsek su Radikal del 27 giugno 2013 –. Qui persone di opinioni diverse che sono scese in strada assieme lottando contro la violenza della polizia senza conoscersi, potevano incontrarsi, parlarsi e, la cosa più importante di tutte, ascoltarsi”.
Ogni giorno decine di persone prendevano la parola, nella piccola piazza al centro del parco, per esprimere liberamente le proprie opinioni, uniche due regole evitare espressioni omofobe e sessiste e non parlare per più di due minuti. Il 14 giugno 2013 durante l’incontro con i portavoce di Taksim Solidarietà, il coordinamento degli organizzatori di Occupy Gezi, Erdogan aveva chiesto agli attivisti di sgomberare il parco ed è stato un forum aperto di migliaia di persone a decidere di rispedire al mittente la richiesta del premier e continuare l’occupazione.
I forum aperti aumentavano di settimana in settimana sino a raggiungere il numero di circa 80 in tutto il Paese.

Nella foto concessa dal Teatro alla Scala di Milano, Crebassa e Say

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