Da pochi giorni hanno tagliato il traguardo del primo anno di attività i tre Direttori dell’Ente Teatro di Messina, Matteo Pappalardo per la musica, Simona Celi Zanetti per la prosa e Giuseppe La Motta per le arti visive.

Marino e La Motta

L’inaugurazione della mostra dell’artista Pasquale Marino, nelle sale espositive del Teatro, ha offerto l’occasione per tracciare un primo bilancio del progetto Opera al Centro.

“Un anno di intensa attività” ha sottolineato, con un po’ di emozione, il curatore Giuseppe La Motta “un impegno fruttuoso che ha coinvolto venti artisti ed ha permesso la fruizione di proposte d’arte di alto livello per 350 giorni in un anno”. Tutto ciò collabora all’arricchimento del Teatro che “non vive solo di prosa o di musica, ma deve essere un tempio della cultura” ha affermato il Sovrintendente Egidio Bernava Morante ed “il Teatro pieno e il pubblico felice di partecipare agli eventi proposti sono la risposta migliore che si potesse dare”.

In questa direzione continua a lavorare L’E.A.R facendo partecipare le scuole superiori alla prova generale del concerto sinfonico dell’Orchestra del Teatro con il pianista Alberto Ferro, curando anche altri aspetti come la riapertura del foyer al II piano, l’inaugurazione di un book shop e nell’ottica dell’ open theatre, richiamata dal Presidente Luciano Fiorino, lavorando al bando per offrire visite guidate ai croceristi e in particolar modo alle scolaresche. “Aperti anche ad agosto, per arricchire – è il termine appropriato – anche con le mostre”.

La risposta del pubblico è evidente, confermata dalla partecipazione all’inaugurazione della mostra di Pasquale Marino e, soprattutto, dall’interesse che hanno suscitato i suoi quadri.

Forse è meglio parlare di “passaggi” prendendo spunto dal titolo della mostra, “una lunga navigazione artistica di oltre 55 anni, con tanti approdi, ricordi dei lidi sfiorati, souvenir di memoria che affiorano sorprendentemente dalle tele” nel suggerimento di lettura della dottoressa Barbara Sisalli.

omaggio a Mario Schifano

L’ostacolo rappresentato da lamiere sbiadite, portoni, chiavi e chiavistelli è “un ossimoro illusorio”, Marino apre un varco, attraversa una “foresta di simboli” e ricerca nel colore delle lamiere ossidate le inclusione e le contaminazione del reale. È un varco dal quale si intravede l’omaggio ad Antonello da Messina o a Mario Schifano, ibiscus, agrumi, accenni di un mondo visionario e bellissimo che l’indomita curiosità artistica di Pasquale Marino offre al suo pubblico.

La mostra è aperta al pubblico fino a mercoledì 21 marzo nella fascia oraria dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00 escluso il lunedì.