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Al 6° Istituto Comprensivo “Ettore Castronovo” di Bordonaro tutti sperano che per l’intero inverno non ci sia un solo giorno di pioggia. Dalla preside al corpo docenti, passando per genitori e bambini, tutti sperano che non piova e che continui il bel tempo fino a maggio, passando un inverno asciutto in modo tale da poter svolgere il proprio lavoro e la regolare attività scolastica ogni giorno. Sembra una barzelletta, una presa in giro, ma purtroppo è proprio così: da due giorni, infatti, per una nota protocollare del Dipartimento alla pubblica istruzione la preside ha il compito di sospendere le lezioni tutte le volte in cui verrà diramata l’allerta meteo. Il motivo di questa decisione presa dalle alte sfere comunali è presto detto e riguarda il contesto infrastrutturale in cui si trova il plesso, costruito tra uno stretto sottopassaggio  e uno dei tanti torrenti messinesi, diventato una piccola discarica a cielo aperto. All’arrivo di ogni pioggia la situazione diventa tragica in quanto da un lato il torrente diventa poco praticabile viste le condizioni in cui versa, dall’altro il sottopassaggio si allaga, rischiando di provocare enormi problemi tanto alla viabilità scolastica quanto all’incolumità di tutti coloro che per giungere a scuola devono necessariamente utilizzarlo. Il consigliere della terza circoscrizione Libero Gioveni ritiene inammissibile una situazione del genere, con una soluzione, quella della chiusura, che dimostra l’assoluta incapacità del Comune di gestire una situazione del genere e che, quindi, preferisce far chiudere il plesso piuttosto che cercare una soluzione alternativa per permettere a tutti di svolgere il proprio lavoro e ai bambini di ricevere una giusta e adeguata istruzione. Già, l’istruzione, quell’istruzione che dovrebbe essere un diritto sacrosanto di ogni individuo e che invece viene negato dall’impraticabilità di una via e di una struttura costruita forse con troppa sufficienza, senza pensare a come sarebbe stato possibile raggiungerla. È inutile realizzare un’opera senza dare l’opportunità a chi di dovere di sfruttarla al meglio, senza mettere in condizione ogni singolo fruitore di utilizzarla costantemente. Si tratta di una situazione incresciosa che ha generato lo sdegno e la preoccupazione dei genitori del centinaio di bambini presenti in questa scuola elementare e che, se la situazione non cambierà, rischiano di saltare un numero impressionante di giorni di scuola e ricevere una grave ingiustizia, pagata in carenze scolastiche difficilmente colmabili. Quanti giorni andranno a scuola questi bambini su quelli stabiliti dal ministero della pubblica istruzione? Non si sa ancora, dipende dalle piogge e dal volere degli assessori.