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Riceviamo e pubblichiamo
L’INGV di Catania e l’azienda agricola Calcagno stanno mettendo a punto il progetto Vini d’Alta Quota 2813. Di cosa si tratta? Lo spiegano il direttore dell’INGV Eugenio Privitera e i titolari della cantina Franco, Gianni e Giusy Calcagno.
Eugenio Privitera: “Il nostro è un ente di ricerca, gestiamo 450 sensori su tutto il territorio, di cui 160 solo sull’Etna, che sono attivi 24 ore su 24. In tutto questo scenario scientifico, poco più di un anno fa si è presentata la cantina Calcagno con il progetto sperimentale. Da qui la nostra decisione di sostenerlo, nell’interesse di un territorio, quello etneo, che è tra i più promettenti a livello nazionale ed internazionale. Abbiamo così messo a disposizione della cantina un piccolo spazio all’interno dell’Osservatorio per poter conservare i vini e consentirne questo affinamento sperimentale. Il progetto è stato per noi a costo zero e senza fini di lucro”.
Pietro Galvagno, digital marketing della cantina Calcagno: “i vini che si sono affinati a quota 2813 metri saranno messi all’asta ed il ricavato sarà interamente devoluto all’INGV, per la ricerca o per l’acquisto di nuovi macchinari. Maggiori informazioni sull’asta saranno disponibili a breve sul sito www.vinicalcagno.it. Il nostro intento era quello di legare i nostri vini al nostro territorio, il più possibile, in questa parte di Sicilia che molti riconoscono giustamente come un terroir unico anche per la produzione vitivinicola”.
I vini conservati all’interno dell’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa, Catania) sono stati le seguenti annate ed etichette:
bottiglie “Feudo di Mezzo Etna Rosso” (2012)
bottiglie “Arcuria Etna Rosso” (2012)
bottiglie “Arcuria Etna Rosso” (2013)
bottiglie “Feudo di mezzo Etna Rosso” (2013)
bottiglie “Caricante Bianco” (2014)
bottiglie “Arcuria Rosato” (2014).
Foto Ufficiali di Elia Priolo