Debutta al Cine Teatro GriVi di Enna (ieri) ed oggi al Palagiovanni di Barrafranca a “Passo di Valzer”, il nuovo lavoro teatrale della compagnia Amici del Teatro di Enna. La piéce teatrale, adattamento e regia sono di Vittorio Vaccaro, attore e regista tibetano, da anni attivo professionalmente al nord d’Italia.

Si chiamava Giuseppe Favano, ma tutti lo conoscevano come ZEPPE ed ha tenuto compagnia, con il suo sorriso e la sua ironia, a molti messinesi all’esordio delle TV locali.

La lunga tradizione di studi e ricerche su una delle pagine più significative della storia italiana – il Risorgimento – inaugura a Messina un nuovo corso, sancito dalla costituzione del Comitato provinciale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

delle tante altre trovate della rete, si occupa il sociologo Francesco Pira , docente di Comunicazione dell’Università degli Studi di Messina, nella sua rubrica “Piraterie” per il giornale La Sicilia. Omonimo il suo volume “Piraterie — Riflessioni brevi di vita social”, presentato ieri alla libreria Feltrinelli Point di Messina.

Dal 19 febbraio al 3 marzo il Teatro Stabile di Catania mette in scena la coproduzione dello Stabile di Catania e del Bellini di Napoli firmata da Alessandro Gassmann: Fronte del porto, dall’omonima opera dell’americano Budd Schulberg. Le rappresentazioni nel capoluogo etneo seguono il debutto allo Storchi di Modena e nel teatro partenopeo.

Giovanni Molonia non avrebbe gradito il titolo di professore attribuitogli nel comunicato stampa dal Comune di Messina.
Non amava i titoli, ancor più quelli inventati per errore o piaggeria; era una persona di grande cultura ed umanità ma decisamente semplice, non parlava molto se non di cose che conosceva ed aveva studiato.

“Una formica è solo una formica, uno zero, una nullità; i granelli di sabbia per lei sono montagne, ma basta che abbia vicino le compagne e una formica ….smuove le montagne”.
È un pensiero semplice che suggerisce sbocchi rivoluzionari.

Lo “scopo” del lavoro di Gregory è quello, è stato detto, di favorire la coscienza di sé.

Se William Shakespeare fosse ancora vivo chissà cosa penserebbe nel sentire parlare Romeo e Giulietta in siciliano e vederli innamorarsi tra i quartieri più ruspanti di Catania “vestiti a festa” con lustrini, paillettes e borchie?

Nell’era della globalizzazione, porre l’attenzione sugli aspetti inerenti la cultura popolare con le sue tradizioni, musiche, colori, è attingere a una preziosa fonte di informazioni che, scaturite dal vissuto e passate attraverso i secoli, si concretizzano in un’eredità da valorizzare e tramandare. La Biblioteca Regionale “Giacomo Longo” di Messina, in collaborazione con le Associazioni Culturali Read more..

La storia della cultura ebraica è costellata di una costante e ripetuta opera di persecuzione e damnatio memoriae. Fin dal 70 D.C., con la prima diaspora ordinata da Tito (all’epoca dell’imperatore Vespasiano suo padre), fino ad arrivare al 1492, con la seconda grande diaspora, ordinata dai cattolicissimi Ferdinando II d’Aragona e da sua moglie la regina Isabella di Castiglia che li espulsero dall’isola. Da allora, una vera e propria comunità ebraica (giudecca) non si formò mai più a Messina.

La mostra è stata dedicata a Claudio Militti, scomparso improvvisamente il 30 gennaio 2019. All’artista di valore e all’uomo gentile e generoso va il ricordo affettuoso di tutti coloro, me compresa, che l’hanno conosciuto e apprezzato, per le sue doti artistiche e per l’innata cortesia.

Il carrozzone Baglioni, Bisio e Raffaele appare più vecchio e impostato del solito. C’è come un preconfezionamento troppo forzato e limitante, due comici che a parte alcuni momenti appaiono imbavagliati e spenti della loro verve e umorismo che tutti noi conosciamo. Due grandi artisti che fanno fatica a essere se stessi, imbrigliati nel politicamente corretto e sketch abbastanza banali in cui le risate quest’anno sembrano arrivare col contagocce.

Da oggi 7 febbraio l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo di Palermo è impegnata alla Royal Opera House di Muscat ne La traviata, che vede tra gli interpreti principali Placido Domingo.

Dal 2 all’8 maggio 2019 si svolgerà a Roma, presso il Cinema Farnese di Campo dè Fiori, la dodicesima edizione del Festival del Cinema Spagnolo dedicato al cinema spagnolo e latinoamericano.

Sesto appuntamento con la stagione teatrale ai Magazzini del Sale. Da Palermo arriva Valeria Sara Lo Bue con un testo scritto da Benedetto Galifi : “Perché il buio non mi copra interamente”.