La netta sensazione è che il Sindaco De Luca invece di affrontare e sanare il cattivo funzionamento della macchina amministrativa del Comune, in modo scientifico e pianificato, stia utilizzando le carenze da tutti conosciute per affossare ancora di più la macchina di Palazzo Zanca, isolare i Dirigenti (molti vicinissimi alla pensione), non far crescere il personale premiando qualificazione ed impegno, per creare “strutture parallele” affidate ai fedelissimi.

È questo il manifesto dell’assemblea dell’Associazione NO al PONTE che si è svolta ieri nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Una tappa con l’obiettivo di ricompattare gli oppositori in un’unica rete e partecipare alla Marcia per il clima e contro le Grandi Opere del 23 marzo a Roma, radunando dalla Sicilia quante più persone possibili.

Credo che i Dipartimenti nell’organigramna Comunale abbiano una loro utilità altrimenti che senso hanno, ribadisco, Assessorati e Dipartimenti?

eliminare le baracche, risanare la periferia degradata, offrire ai nostri concittadini più deboli e sfortunati condizioni di vita civili e dignitose

Stretto di Messina. Al momento non risultano avarie di alcun genere alle infrastrutture, al naviglio e all’intero sistema di traghettamento ferroviario

recuperare il Centro in tempi brevi tramite un adeguata gestione per evitarne il totale collasso, preso altresì atto delle nostre proposte operative in sinergia con quelle di Sicilia Terra Nostra ed in linea con quanto presentato all’interno del bando del Maggio scorso, chiedono maggiori delucidazioni il Consigliere PD Alessandro Cacciotto (già fondatore dell’Associazione Radici) ed il Consigliere 5Stelle Geraci, chiedendo ulteriori (ed ennesime) opinioni da parte della Giunta Comunale

evidenti anomalie e discrasie nelle procedure relative alla vecchia gestione dei precedenti lavori di potatura seguiti dall’ex agronomo Giaimi

Tutto pronto per “Il Carnevale a Piazza Cairoli”: oggi in conferenza stampa, all’interno della Sala Ovale di Palazzo Zanca, è stata presentata l’iniziativa promossa dall’associazione dei commercianti “MessinaInCentro” con il patrocinio del Comune di Messina e del Cus, in collaborazione con “Messina Sea InSicily” e Circolo Tennis e Vela di Messina.

Quando intenderà l’ARISME mettere in campo quelle azioni e quei provvedimenti volti a perseguire uno degli obiettivi per i quali è nata, ossia attuare le politiche di Risanamento anche attraverso il metodo del “project financing”?

Ora il colpo di scena che in un sol colpo priva Messina dei fondi necessari, pone in secondo piano le responsabilità dell’Amministrazione comunale e rende inutile l’Agenzia presieduta dall’avv. Scurria.

La continuità territoriale nello Stretto di Messina è un diritto costituzionale limitato all’enunciazione, nei fatti il traghettamento dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia è un sistema vetusto quanto disorganizzato, basti pensare che alla data odierna l’unica mezzo disponibile per espletare il servizio essenziale è la trentennale nave Scilla costruita nel 1985.

Il testo votato dal civico consesso comprende una serie di vantaggi non trascurabili per gli esercenti, primo fra tutti l’abbattimento del 50% del canone di occupazione suolo, positivo sia per le aziende già consolidate, che per coloro che vorranno investire in nuove attività.

Noi di CittadinanzAttiva vogliamo denunciare lo stato di incuria in cui versa il tratto autostradale A18 – A20 e che lo rende un continuo attentato alla sicurezza dei trasporti in Sicilia: chiediamo, dunque, l’immediata chiusura del CAS

Così parlò il Ministro Salvini a Messina il 14 agosto 2018.

Nel dettaglio, il leader leghista aggiunse: ”Il sindaco trova nel ministero dell’Interno un alleato nell’opera di sgombero e di dignità e di sistemazione di vivere civile in una città italiana nel 2018. Vivere in quelle condizioni, me lo ricordo ancora, i bimbi in mezzo ai topi non è possibile”.

Chiacchiere al vento.

Alessandro Russo: Le ultime dichiarazioni del Sindaco De Luca in tema di migranti da ospitare – peraltro soltanto temporaneamente – in città sono di per sé assolutamente non condivisibili, poiché non si può in alcun modo mettere sullo stesso piano logico e politico tematiche globali come le migrazioni tra i popoli con fatti meramente amministrativo come il risanamento urbano della città. Mettere tutto nello stesso calderone è voler sollevare polveroni senza venire a capo né dell’uno, né dell’altro dei problemi, che pure sarebbero decisamente seri e urgenti.

Salvo Andò ricorda Nicola Capria a 10 anni dalla morte