Gentiloni: “25 aprile giorno del riscatto, pensiero speciale a Giorgio Napolitano”
Il 25 aprile “fu il giorno del riscatto dell’Italia, è dovere di tutti ricordare chi ha combattuto per la nostra liberta’ contro gli orrori della dittatura“: è il tweet del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che in occasione della Festa della Liberazione ha rivolto “un pensiero speciale” a Giorgio Napolitano, operato nella notte al cuore, definendolo un “protagonista della Repubblica” e incoraggiandolo con un “Forza Presidente!”.

Anche il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, ha scritto un messaggio per il giorno della Liberazione, citando Sandro Pertini: “Dietro ogni articolo della Costituzione stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi”

DELRIO: “FASCIMO È MORTO, MA PUO’ RIPRENDERE VITA”
“Ogni anno in più di pace in questa Europa che è il nostro destino – ha scritto in un lungo post su Facebook il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio – lo dobbiamo a chi ha combattuto per sconfiggere il nazifascismo e a chi, come i nostri Costituenti, ne ha posto le basi. I conflitti di oggi, e penso alla Siria, sulla pelle di popolazioni inermi, ci ricordano l’orrore della guerra e ci chiedono di non chiudere gli occhi: la pace è un bene prezioso da conquistare e difendere ogni giorno. La nostra Repubblica democratica è stato il modo più bello e grandioso di mettere la parola ‘fine’ sulla guerra, sul regime fascista, la sua violenza, la sua propaganda, il suo pensiero unico. Quel fascismo è morto”.

Questo, ha aggiunto, “non significa dimenticare, nè che non possano riprendere vita e forma, anche nel sentire comune, come sta avvenendo in molti paesi, idee e azioni che hanno molto in comune con il fascismo: violenza, razzismo, estremismo, sopraffazione del forte sul debole, dei simili contro il diverso. La stessa violenza contro le donne che arriva all’omicidio ha a che fare con questo, con un maschilismo mai abbastanza affrontato e fermato”.

A Roma è intervenuto il presidente della Camera: “La resistenza rappresenta per tutti – ha dichiarato Roberto Fico – un punto di riferimento irrinunciabile nella vita democratica del Paese: il 25 aprile è il giorno in cui rendere il doveroso omaggio alle donne e agli uomini che offrirono la propria vita per la liberazione dell’Italia. Questo grande patrimonio ideale deve poter continuare ancora oggi a esprimersi, richiamando le giovani generazioni ai valori della pace e della solidarietà e a sostenere nuove forme di liberazione e di riscatto della nostra società”.

La presidente del Senato Elisabetta Casellati si è soffermata sull’importanza del patrimonio comune della memoria, cioè le storie legate alla Resistenza. E ne ha citata una che ha vissuto in prima persona: “Mio padre – ha raccontato – condannato a morte per il suo antifascismo, venne liberato proprio il 25 aprile 1945. I suoi principi e i suoi valori di riferimento, nel segno e nel sogno della libertà, sono stati gli insegnamenti che hanno sempre ispirato la mia vita e la mia attività politica e professionale”.

25 aprile ancora attuale e necesario:
Il Comune di Todi, in Umbria, non sosterrà le consuete celebrazioni organizzate dall’Anpi. Secondo l’amministrazione comunale, guidata da una giunta di centrodestra, e sostenuta anche da un consigliere di Casapound, si tratta di «iniziative di parte». Il Comune ha negato il patrocinio alla Camminata della Liberazione e a un incontro nella sala del Consiglio comunale.