Gentile Direttore,
la sconfitta preannunciata del centro sinistra in Sicilia oggi, alla luce degli ultimi eventi, si rafforza sempre di più come realtà e non come “ipotesi”.

Le madri di questa sconfitta tutta siciliana non esistono, ma esistono molti padri (forse patrigni se non addirittura “orchi”).

Prima di soffermarmi su un aspetto particolare, cui tengo molto, accenno solo ad alcuni perché vi sarà tempo dopo, con i risulati in mano, per approfondire l’ analisi anche se dubito della capacità di critica ed autocritica dei “politici” della seconda repubblica, abituati come sono a dare sempre la colpa agli altri (anche agli elettori) o a quelli che c’erano prima !

La megalomania di un Sindaco palemitano, professionista dell’antimafia, che per aver proposto un buon candidato (il professor Micari) ha creduto di poter diventare il ras del centro sinistra, di dare lui le carte e di “disporre di un’armata“ poderosa sui territori (armata della quale si è visto l’inconsistenza)…

Cinque anni del Governo del nulla, che Crocetta iniziò con nomine assessoriali a dir poco fantasione (Zichighi, Battiato) …

L’inconsistenza di una Dirigenza Siciliana e Messinese del PD, con province commisariate ed un partito senza voce per anni;

– L’egoistico “insulto” alle Donne (che non fa parte del DNA della sinistra) alle quali non è stata data alcuna prospettiva reale (almeno di gareggiare alla pari con gli uomini) ma cercate con il lanternino, per sacrificarsi, in ossequio alla disposizione di legge;

La rabbia degli autoesclusi dal PD, che a Palermo avevano accettato l’AMMUCCHIATA (Cuffariani ed Alfaniani compresi), ma che per le Regionali riscoprono ipocritamente la verginità pur di colpire Matteo Renzi.

Queste alcune delle cause della sconfita “prima del voto” del 5 novembre.

Ma quello che “indigna” è l’pocrisia corrente nei contronti delle Donne, che in questa occasione come non mai, si è appalesata: nessun impegno per la loro crescita (in alcuni casi, anzi, impegno per il loro soffocamento), considerate sempre come “riempitivo” obbligato che dà fastidio a chi a tavolino prepara le liste con il bilancino;
a sinistra buone per il “volontariato” ma non per la direzione e responsabilià politica;
ornamentali per i vari Berlusconi o madri prolifiche per Cancellieri !

Poi , quando si arriva al Governo, si accetta, senza fiatare e senza sanzioni, che (come a Messina e non solo) una Giunta operi con una sola donna su otto assessori … giusto un tocco di colore …

Ed allora aboliamo l’8 marzo, giornata dell’ipocrisia !

Con l’otto marzo si ricorda la morte di centinaia di operaie, uccise nel rogo di una fabbrica, e la lotta contro lo sfruttamento nei confronti delle operaie e delle discriminazioni sessuali, oltre che in termini salariali e di orario di lavoro: dovrebbe essere una giornata di “impegno” da prosguire ogni giorno:
noi, ipocritamente, la chiamiamo “Festa della donna” e facciamo regali…

Grazie dell’ospitalità,
Carlo Cucinotta