Renato Accorinti della campagna elettorale è davvero la stessa persona che oggi conosciamo come Sindaco di Messina?

La domanda è d’obbligo perché il primo dichiarava a destra ed a manca “poterò i libri in Tribunale”, “chi ha derubato Messina (per interessi o incapacità) dovrà pagare” ed amenità di questo tipo.

Accorinti è stato eletto Sindaco, parlando alla pancia della gente, proprio sulla base di queste che ormai, a ragion veduta, possiamo definire “amenità” ed al legittimo desiderio dei messinesi di dare uno sonoro schiaffo, a mo di sveglia, al ceto politico e per ultimo per l’aver visto in Felice Calabrò (con il senno di poi:sbagliando) l’alter ego di Genovese.

Sempre in campagna elettorale, dopo aver appreso, unitamente a tutti i candidati a Sindaco, dal Commissario Croce solo una parte dello “stato comatoso” del Comune di Messina fu l’unico, assieme alla candidata del m5s, a fare il panegirico del “dissesto” come unico strumento per colpire i colpevoli ed avviare una nuova corretta amministrazione della città, se pur non scevra da sacrifici.

Accorinti in pratica è arrivato al ballottaggio grazie alla voglia dei Messinesi di ripartire da zero!

Poi, durante il ballottaggio, le grandi manovre: il soccorso dei voti centristi e di destra, l’abbassamento dei toni sul ventilato “dissesto” sostituito da un generico “porte aperte, casa di vetro, chi ha sbagliato pagherà”… ed eccolo, con una manciata di voti di distacco, Sindaco di Messina !

Perché rivanghiamo il passato dopo 4 anni?
Perché, dopo il plateale insediamento a piedi scalzi, mentre Accorinti si dedicava alla costruzione di un’immagine ad uso dei media nazionali, l’allora Vice Sindaco Prof. Signorino iniziava un impegnativo lavoro (durato anni) per “evitare il dissesto” così come da programma degli altri candidati a Sindaco …

Poi le vicissitudini che tutti conosciamo ed il costante scontro (spesso di facciata) con un Consiglio Comunale politicamente inconsistente che alla fine vota, anche senza convinzione, tutti gli atti della Giunta: dai vari Bilanci dell’ultimo minuto alla costituzione di “fantasiose società” dotate di bacchetta magica per far scomparire quei rifiuti alla cui vista ormai ci siamo affezionati.

Ma la propensione di Renato Accorinti ad essere il “salvatore” non si ferma ad attendere per il 17 settembre il Dalai Lama perché purifichi le anime dei Messinesi ma da tutto se stesso nell’impresa di salvare da un fallimento annunciato MessinAmbiete, se pur già sostituta da MessinaServizi (e questa volta senza la scusa di garantire i lavoratori!).

Non entriamo nel merito dell’opportunità politica ed amministrativa di evitare il fallimento, ma non possiamo non restare perplessi di fronte i numeri (ancora provvisori) di cui alla Delibera di Giunta n.460 del 29 giugno 2017.
Si, ancora provvisori, perché il “buco” di 101milioni di euro si riferisce a tutto il 20 febbraio 2017 mentre MessinAmbiente continua ad operare, producendo ulteriori debiti, e riteniamo dovrà farlo, con una ulteriore proroga, almeno sino a novembre salvo l’intervento definitivo del Tribunale fallimentare.

L’operazione di salvataggio della società decotta produce subito due effetti significativi:
a) La proposta al Consiglio Comunale (ancora acquiescente dopo le varie batoste?) dell’approvazione di un debito fuori Bilancio di 9milioni;
b) Il condizionamento economico del Comune sino al 2023, e questo sempre nell’ipotesi dell’approvazione del “piano di riequilibrio.

In pratica una importante ipoteca a carico del Sindaco che vorrà governare la Messina del “dopo Accorinti”, tanto da far sorgere il sospetto, se le cose resteranno così, che ci sia chi inizia a pensare ad un Accotinti bis: non per il famoso “bene della città” ma per “chi me lo fa fare?”

Solo per non restare alla superficie dei problemi ci chiediamo ma i “beni di MessinAmbiente” che vediamo per le strade valgono veramente 2.360.869 euro o sono artatamente sopravalutati ?

Il prof. Ginatempo, che ha un’idea precisa della missione di MessinaServizi e del suo prossimo operare, dove troverà i soldi ed in ogni caso non dovrebbe ritenere più conveniente utilizzali in altra direzione ?

Non andiamo oltre, ma vorremmo che le forze politiche si svegliassero e battessero un colpo finalmente, senza decidere di non decidere !