Dopo il Senatore   Gianpiero D’Alia  che ha chiesto subito le  dimissioni di Accorinti interviene, sulla stessa lunghezza d’onda, il sen. Mancuso.
Sono deliranti le dichiarazioni del sindaco di Messina, Renato Accorinti. – ha dichiato D’Alia – Il suo comportamento è ridicolo nei confronti della città e delle istituzioni.
DAlia-4I messinesi non l’hanno votato per fare il black bloc al G7, che è stata peraltro una occasione irripetibile per la Sicilia e per Messina che, purtroppo, non ha saputo nemmeno sfruttarla in buona parte a causa sua. Accorinti dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi”.

La partecipazione di Renato Accorinti al corteo di Giardini Naxos degli “antagonisti” contro il G7 pone un problema di legittimità e rappresentatività istituzionale del suo ruolo di sindaco della città metropolitana.
La manifestazione ha avuto una netta caratterizzazione “antagonista” e quindi anarchica e trotskista che contempla una contestazione netta e radicale di tutti i cosiddetti “poteri”, compreso lo Stato nelle sue manifestazioni e nelle sue rappresentanze territoriali e locali, e quindi anche istituzioni quali le Regioni, le Città Metropolitane ed i Comuni.

Sen. Mancuso

Sen. Mancuso

“Senza entrare nel merito di un comportamento personale totalmente incoerente e continuamente alla ricerca di visibilità, con sceneggiate che stridono con la funzione istituzionale – commenta il Senatore Bruno Mancuso – e che si basano su meri luoghi comuni (qualsiasi persona di buonsenso è per la pace e contro la guerra), ci chiediamo come possa Accorinti dare il benvenuto della Città metropolitana ai partecipanti al G7 con un’inserzione (probabilmente a pagamento) pubblicata sulla stampa, e pochi giorni dopo partecipare alla manifestazione contro gli stessi Capi di Stato, caratterizzata da slogan che sottendono avversione verso le istituzioni.

Come Sindaco di Messina – prosegue Mancuso – Accorinti ha avuto comunque una legittimazione popolare, anche se è stato eletto da moltissimi cittadini messinesi che non condividono le sue iniziative antisistema, ma come sindaco della Città metropolitana non è stato espressione di una scelta democratica, ma di un’imposizione derivante da una legge assurda ed antidemocratica. Inoltre la stragrande maggioranza dei cittadini dell’intero territorio provinciale (su circa 670.000 abitanti solo 240.000 risiedono a Messina) non si riconosce minimamente nelle sue prese di posizione.

Sarebbe dunque opportuno – conclude Mancuso – che Accorinti con coerenza e dignità lasciasse la carica di Sindaco della Città Metropolitana magari dopo l’ennesima passerella mediatica in cui avrà modo di esaltare il suo protagonismo presenzialista, data dalla riunione organizzata dall’Anci, dei Sindaci delle città metropolitane del Sud, durante la quale darà il suo benvenuto ad alcuni di quei rappresentanti che, nella marcia di Giardini aveva contestato.