Questa mattina improvvisa e lunga conferenza stampa, che riportiamo dopo un nostro lancio ridotto delle ore 16, del Presidente dell’AMAM Leonardo Termini

Queste le cose ed i fatti denunciati dal Presidente Termini:
mancate riscossione e prescrizioni dei crediti (con evidente danno per i cittadini),
allacci abusivi non denunciati con la complicità di dipendenti (infedeltà),
controlli dei contatori inefficenti,
fatturazione data all’esterno,
controllo esclusivo del sistema informatico da parte di un privato,
Amam come bancomat per la politica e continue “pressioni

Termini sostiene, e non possiamo non credergli, che di tutto ha informato (circa 800 pagine) la Magistratura ed il Sindaco ma anche che c’è il tentativo di non farlo parlare, di metterlo a tacere.

Ci chiediamo: chi lo vuol mettere a tacere, perché il Sindaco si è chiuso in un impenetrabile mutismo, che rapporto reale esiste fra Termini ed il Direttore Generale.

Fra le cose che ci hanno colpito è il discorso sul “personale infedele” del quale lui non sarebbe responsabile… e quando il Direttore Generale ha preso la parola (forzato) non ha risposto alla domanda ma ha iniziato la litania sulla “carenza di personale”.
La carenza può anche essere un fatto vero ma può sevire come scusa per tollerare (tutelare ?) i “dipendenti infedeli” ?

Sarebbe bene che il Consiglio Comunale chiedesse l’accesso agli atti ed affrontasse un confronto chiarificatore con Presidente, Direttore e Sindaco.

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Reazione di De Luca:
Non ho ancora compreso cosa ha inteso dire e fare il presidente dell’Amam Leonardo Termini con la conferenza stampa di stamattina. Dicono che ha fatto riferimento alla malagestio del denaro pubblico che ha trovato nell’ente di cui é presidente e ha fatto precisi riferimenti anche a minacce e pressioni, ma non si è dimesso”. A dirlo in una nota l’on. Cateno De Luca candidato a sindaco di Messina.

“Noi non entriamo – prosegue De Luca – nel merito di queste vicende perché dovrebbe farlo la Procura della Repubblica di Messina, che si trova in evidente conflitto di interessi su alcune vicende affrontate da Termini. Non capisco però perché il Presidente dell’Amam ha fatto queste dichiarazioni solo dopo un mese dalle nostre denunzie politiche e non ha parlato prima. Perché ancora Termini non ha consegnato la documentazione da noi richiesta. Non comprendo come Termini possa ancora rimanere Presidente dell’Amam dopo aver accusato il socio unico, il Comune di Messina, di averlo ostacolato nelle sue attività di moralizzazione dell’Amam. Non capisco perché l’amministrazione comunale non reagisce a questo punto revocando l’incarico a Leonardo Termini. Oggi come ieri sono convinto che questo ladrocinio politico gestionale delle risorse idriche debba cessare con la chiusura dell’Amam”.