Riceviamo e pubblichiamo:

E’ con grande amarezza che, dopo lunga riflessione, gli iscritti al Circolo Teresa Mattei di Sinistra Italiana hanno deciso di non rinnovare l’iscrizione al partito.

Assistiamo impotenti in questi giorni ad un ripiegamento delle posizioni di Sinistra Italiana Catania, ridotta ai minimi termini sia dal punto di vista degli iscritti e dei sostenitori, che dal punto di vista della attività politica e di lotta. Abbiamo preso atto che in occasione delle Amministrative nel capoluogo non solo non si riesce a dare forza ad un percorso di sinistra, ma si è deciso di appoggiare la candidatura di Emiliano Abramo, al suo esordio in politica.

La candidatura di Abramo non può vederci d’accordo, essendo molto diverse la nostra storia e la visione politica (una per tutte la sua apertura alla destra cattolica),  e convinti che, oggi più che mai, sia necessario ed importante riconfermare i valori ed i contenuti della sinistra, che non sono superati, ma sempre più necessari. Riteniamo ovviamente importante intervenire nell’immediato sugli effetti di politiche che hanno generato e generano “i diseredati”, gli “ultimi”, e una povertà sempre più diffusa in generale, ma consideriamo fondamentale l’intervento programmatico che vada oltre il mero assistenzialismo e agisca sulle cause che tutto questo hanno provocato in favore del perseguimento dell’equità economica e sociale.

Intendiamo dichiarare la nostra contrarietà a questo percorso, ancora una volta basato sul posizionamento strategico e non sulla condivisione di temi e lotte, come troppo spesso accaduto in Sinistra Italiana a tutti i livelli.

Le vicende che sin qui hanno caratterizzato il percorso dalla fondazione di SI mostrano un partito, al quale abbiamo creduto ed aderito con convinzione, che nonostante le eccellenti prospettive iniziali intraviste in occasione di eventi come Cosmopolitica, a nessun livello ha alla fine prodotto progettualità politica, né tentato di attuare appieno, ad oggi, il suo manifesto programmatico.

Un partito che ha dimostrato e dimostra, a livello nazionale, regionale e locale, una conduzione quasi personalistica, a volte mascherata da partecipazione democratica. Un partito che ha sempre oscillato tra l’attendere in modo anche infinito le mosse altrui e l’improvvisa agitazione adrenalinica all’avvicinarsi di scadenze elettorali, in vista delle quali diventa importante partecipare sempre e comunque, portando spesso a decisioni ed alleanze, secondo noi, sbagliate. Riteniamo obiettivo importante entrare nelle istituzioni per essere più incisivi, ma sarebbe meglio saltare talvolta qualche competizione elettorale laddove non si verifichino le condizioni, investendo in lavoro politico sul territorio, invece di rincorrere ad ogni costo visibilità e presenzialismo.

Prendiamo ad esempio le ultime due campagne elettorali che ci hanno riguardato: le Regionali, che hanno visto il successo della lista Centopassi; e le politiche, caratterizzate dal mezzo disastro di Liberi e Uguali. Tornate elettorali caratterizzate da elementi diversissimi.

Nel primo caso la lista Centopassi ha tracciato un percorso basato su un patto elettorale di sinistra ampio ed unitario, fondato su un definito accordo programmatico e anticipato da ampie e diffuse discussioni, sia interne ai partiti che in assemblee pubbliche, e completato da candidature legate a lotte e personalità espresse dai territori.

Nel secondo caso LeU è stata una coalizione che, non seguendo l’esempio siciliano, è stata espressione partitica o di una frazione di strutture e personalità della sinistra, capeggiata da un leader deciso a livello nazionale ma non del tutto condiviso nei territori, non fondata su chiari presupposti programmatici, ma più su posizionamenti strategici o di difesa del ceto politico e caratterizzata, in svariati casi, da candidature “paracadutate” dall’alto in collegi “sicuri”.

Quello che ci aspettavamo, e che non siamo riusciti a condurre a Catania, era una discussione interna ed una interazione esterna basata su temi e non su posizionamenti. Ci aspettavamo inoltre che non si discutesse solo delle elezioni di Catania città, ma che la nostra organizzazione desse segnali di interessamento anche a quello che succede negli altri 22 comuni interessati al voto.

Ciò non è successo, e mette in rilievo un altro tema, relativo alla rappresentanza del partito a livello provinciale, il quale avrebbe dovuto essere gestito collegialmente da 6 compagni, nel frattempo in parte dimissionari e mai sostituiti, laddove invece di fatto la gestione è stata presa in carico da singoli componenti che hanno abusato del loro ruolo, autoproclamandosi ‘portavoce’.

Le nostre sono storie di impegno sociale, di lotta e di proposta e male si conciliano con il mero presenzialismo, sia elettorale in liste civiche o civetta che in assemblee o tavoli politici. Vogliamo continuare comunque il nostro impegno politico e sociale per perseguire l’unità delle sinistre, missione originaria di Sinistra Italiana, e proseguiremo la nostra attività avendo aderito al percorso dei Centopassi.

Claudio Colletti, Tesoriere SI Catania (nella foto)

Antonio La Barbera, circolo SI Teresa Mattei

Rosanna Leotta, circolo SI Teresa Mattei

Giacomo Milazzo, circolo SI Teresa Mattei

Marinella Militti, circolo SI Teresa Mattei

Sebastiano Nicosia, circolo SI Teresa Mattei

Fulvia Privitera, componente assemblea regionale SI

Francesco Scirè, circolo SI Teresa Mattei

Enza Venezia, circolo SI Teresa Mattei