Gentile Direttore,
la notizia del 04 Gennaio 2018 riportata sulla Gazzetta del Sud in merito alle scelte del Governo centrale riguardo la distribuzione di fondi per le infrastrutture, sta creando non poche polemiche.

E’ chiaro che ci sono delle responsabilità e qualcuno dovrà dare delle spiegazioni. Ma la cosa che mi colpisce di più è che questa “torta”cosi definita, è composta anche dai fondi destinati al Ponte sullo stretto di Messina e alle opere ad esso collegate.

Tengo a precisare e ricordare, che la società Stretto di Messina ed Eurolink in data 20/06/201, avevano redatto un progetto definitivo che prevedeva, attorno ai laghi di Ganzirri, un anello che avrebbe consentito lo smaltimento della acque meteoriche.
Tale opera rientrava tra le funzioni compensative del valore di € 4.327.936,00.

Secondo quanto previsto dall’Art. 34-decies Disposizioni in materia di collegamento stabile viario e ferroviario tra Sicilia e continente il comma 6 recita: La società Stretto di Messina S.p.A. può essere autorizzata, previa approvazione dei progetti definitivi da parte del CIPE e di intesa con le regioni interessate, ad eseguire lavori infrastrutturali funzionali all’esigenza dell’attuale domanda di trasporto anche in caso di mancata realizzazione del Ponte, ricompresi nel progetto definitivo generale, a carico del bilancio dello Stato nei limiti delle risorse che saranno individuate con successivi provvedimenti.

Più volte ho posto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale il quesito sull’argomento “anello di Ganzirri“, ma non ho mai avuto una risposta esaustiva.
Alla luce di quanto riportato in Gazzetta, credo proprio che l’anello si poteva fare e finalmente ad ogni pioggia avremmo evitato di avere il “terzo lago”.

Mi auguro che ci sia un ripensamento da parte del Governo centrale come già avvenuto per il Masterplan.
Ricordo che è in corso la questione imbarazzante dell’Autorità portuale e a Marzo si andrà a votare per le Nazionali. Insomma se il Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno ha esortato la popolazione ad andare a votare alle prossime elezioni, quando poi l’astensione sale, non è difficile capire le motivazioni.

Massimo Costanzo, consigliere della VI municipalità