Caro Direttore,
a leggere le considerazioni del consigliere Santalco, persona alla quale tra l’altro mi lega un antico sentimento di stima, c’è da restare basiti, trattandosi non di politico di primo pelo ma di persona che la politica e le sue regole le conosce bene. Forse, mi dico, Santalco non conosce, invece, il tema di cui scrive e commette qualche leggerezza di valutazione.

Forse è il caso di ricordare a Santalco che esiste una bella differenza fra organismo politico ed organismo tecnico. L’organismo politico deve riflettere, nei limiti del possibile, le varie posizioni politiche e garantire a tutti la partecipazione. In questo caso si tratta della Conferenza interregionale per le politiche dell’area dello Stretto, un organismo congiunto di Regione Sicilia e Regione Calabria alla quale partecipano di diritto TUTTI i deputati regionali eletti nelle provincie di Reggio e Messina, di destra, di centro e di sinistra e di tutti i possibili mix fra questi termini; direi meglio, possono partecipare, in quanto sulla partecipazione effettiva di alcuni onorevoli devo nutrire numerosi dubbi, non avendoli mai incrociato alle riunioni che si sono tenute. Ma lasciamo perdere, ognuno è libero di tromboneggiare quanto vuole on line e fuori line sull’Area dello Stretto, tranne poi a non farsi mai vedere quando gli viene offerta l’occasione di fare qualcosa di veramente utile in questa direzione.
Quindi il pluralismo politico auspicato da Santalco è pienamente garantito e rispettato.

Ma cosa c’entra, Santalco, il Comitato tecnico?
Qui la sciddicata, come si suol dire è veramente incredibile.
I componenti del Comitato tecnico, non sono stati scelti in base alla loro appartenenza politica, ma in base alla loro competenza ed alla loro professionalità e nessuno può negare che la prof.ssa Francesca Moraci (o Bisignano, o Limosani), al di là delle sue legittime simpatie politiche, non abbia un curriculum di tutto rispetto e non sia una soggetto più che competente per quello che riguarda i temi dell’assetto territoriale dell’area dello Stretto (io ovviamente mi tengo fuori e lascio a Santalco di valutare la mia competenza o meno). Vale per i messinesi come per tutti gli altri, molti dei quali non sono né messinesi, né calabresi, chiamati a far parte del comitato tecnico, per le loro elevate conoscenze e per il contributo che da essi può venire.

Non riesco a credere che Peppino Santalco, con un triplo salto mortale all’indietro, non auspichi ma addirittura teorizzi, richieda, una composizione cencelliana e spartitoria di un organismo con funzioni meramente culturali e non politiche. Nostalgia da prima repubblica quando tutti gli incarichi venivano equamente e percentualmente divisi fra le componenti politiche? Davvero Santalco vuole sottoporre a lottizzazione la formazione di un organismo tecnico scientifico?

In ogni caso mi sento di rassicurarlo sul fatto che il Comitato tecnico non elaborerà nessun piano strategico dell’area dello Stretto, ma si limiterà esclusivamente ad approntare una prima riflessione e delle Linee guida, che la Conferenza (dove tutte le componenti politiche sono rappresentate) potrà far proprie, approvare o respingere e tutto ciò avverrà quando il nuovo governo della regione Sicilia sarà stato eletto e così la nuova Assemblea regionale. Tranquillo Santalco, nessuno pensa di elaborare un piano strategico in 2 settimane!!

Giuseppe Fera, comitato tecnico di supporto alla Conferenza interregionale per le politiche dell’Area dello Stretto.