Caro Direttore,
che siano iniziate a Palermo le “grandi manovre” con Musumeci che accellera e Miccichè che frena non è una novità.

Sabato Musumeci dovrebbe essere proclamato Presidente e potrebbe mettere mano rapidamente alla formazione della Giunta mentre Miccichè vorrebbe prima garanzie (e l’unica garanzia certa è la nomina) di diventare Presidente dell’ARS… vedremo.

Certo è che con Musumeci, a differenza che con Crocetta, Assessori “da passerella” non ne avremo e ci si augura che i lavori possano iniziare bene e presto.

Vedremo cosa farà Musumeci e se si farà tirare per la giacca …

Quel che volevo discutere è, invece, da quali settori, a mio avviso, i nostri “deputati” dovrebbero iniziare la propria attività.

Vado subito al sodo:
La legge elettorale per i Comuni (ed ora sicuramente applicabile – almeno nella sostanza – alle Province) scaturita dal lavoro della passata legislatura è quanto mai bislacca e poco conforme con lo spirito Costituzionale dell’equilibrio dei poteri.
In una democrazia matura le riforme elettorali si fanno ad inizio legislatura e non agli sgoccioli, ma qui una profonda riforma è urgente visto che il tempo passa veloce e la campagna elettorale è alle porte.

Fra la legge e le norme che attengono il funzionamento degli Enti locali siciliani vi sono alcuni punti sui  quali necessita porre mano subito da parte della nuova ARS:

A) Il quorum per l’elezione al primo turno del Sindaco è stato abbassato al 40%.
Non ritengo accettabile una tale manovra che permetterebbe l’elezione, senza ballottaggio, di una persona con il consenso del (solo) 20% degli elettori attivi !
Una sparuta minioranza deciderebbe le sorti di una città: è vero che chi non partecipa ha sempre torto ma non si può ignorare il dato ormai consolidato, se va bene, della disaffezione per le urne.

B) Il “voto disgiunto” non è una opportunità per il cittadino ma “un diritto”.
A
tteso che la legge non prevede primarie o altra forma di partecipazione e lascia tutto nelle mani dei segretari dei partiti: per rendere questa libertà di scelta un diritto effettivo occore andare a “schede separate” per Sindaco e Consiglieri ed abolire il “trascinamento”.
Solo così avremo Sindaci liberamente eletti dai cittadini e non trascinati da un numero sempre maggiore di liste utili solo come “portatori di voti” e non di valori e programmi !

C) Eliminare la possibilità del “voto di sfiducia” da parte del Consiglio Comunale perché in palese contrasto con l’elezione diretta, ma introdurre la decadenza di tutti, ed il ritorno alle urne, in caso di bocciatura del Bilancio.
Attualmente in Sicilia, e solo in Sicilia, abbiamo nei Comuni eletti di serie A (il Sindaco) e di serie B (i Consiglieri): Se il Sindaco presenta un bilancio “farlocco” o il Consiglio lo approva  tutto va bene ma se lo boccia i Consiglieri vanno a casa lasciando il Sindaco (redattore del Bilancio bocciato) solo al comando con un Commissario regionale che sostituisce, nel segreto di una stanza, il Consiglio Comunale !
Mi meraviglio come tale abominio, anche giuridico, non sia stato impugnato!

D) Poi c’è da chiarire, con interpretazione autentica, il concetto di “effettiva partecipazione ai lavori” da parte dei Consiglieri.

A Messina, e non solo, ci sono state diverse e differenti interpretazioni tanto da indurre la Magistratura a stabilire “la presenza di tre minuti” in Aula come effettiva partecipazione….

Decisione opinabile che ha di fatto impallinato il Consiglio di Messina e che con ogni probabilità potrà essere ribaltata in appello ma quando il danno è fatto.
Sia chiaro, la responsabilità non è della Magistratura, ma di una norma fumosa e sicuramente scritta a tarda notte e di coloro che sulla confusione normativa hanno giocato…

8messinesiCi sarebbe anche altro ma ritengo che il porre mano a quanto sopra, per quanto riguarda le regole, sarebbe un bell’inizio di legislatura e se l’iniziativa, anche bipartisan, partisse dai Deputati messinesi aiuterebbe il recupero della dignità cittadina che in troppi, in questi anni, hanno calpestato.

Grazie per l’ospitalità e buon lavoro !