Signor Sindaco,
la presente si annovera fra le decine di missive inviatele dalla scrivente con richiesta d’incontro volto a informarla sui gravi fatti che si verificano in ATM, nel silenzio più assoluto, fra le mura domestiche della azienda garantita dall’omertà forzata della gran parte dei lavoratori che tacciono solo per paura.

Fatta salva la diversità di valutazione sull’efficienza dell’azienda che, a giudizio della scrivente, ha realizzato una forma di risanamento solo per l’arrivo fortunoso di sovvenzioni intercettate da precedenti Amministrazioni e direzioni aziendali, siamo a denunciarle, ancora una volta, la gestione autoritaria che vige in ATM, le anomale carriere veloci ad personam, il nepotismo e il tentativo di mettere il bavaglio alla protesta con atti ritorsivi nei confronti dei lavoratori con coscienza dei diritti che attraverso una sequela di
provvedimenti disciplinari, comminati all’uopo, sono messi alle corde con la minaccia di licenziamento e nel migliore dei casi della retrocessione punitiva del livello parametrale.

Signor Sindaco,
Il suo snobbante disinteressamento non ha fatto altro che elevare il livello delloscontro, i lavoratori che legittimamente rivendicano sicurezza e qualità del servizio per se stessi e per l’utenza, si rivolgono all’OR.S.A. chiedendo di restare anonimi per non finire nel sistema giustizialista che in azienda già ha mietuto vittime da utilizzare da esempioper educare tutti…

La totale assenza di confronto ci costringe a rivolgerci nelle sedi superiori per rappresentare le continue denunce in tema di sicurezza e dei diritti che in pochi conoscono, sarebbe sufficiente dedicare pochi minuti del suo tempo prezioso per ascoltare i lavoratori e con l’autorevolezza che si confà al primo cittadino provare a risolvere la questione in house.

Molti dei lavoratori che chiedono di essere ricevuti sono suoi elettori, hanno conosciuto il Renato Accorinti che faceva bandiera del diritto al dissenso, della garanzia democratica delle minoranze, della resistenza civile, hanno esultato quando sono stati rimossi i tornelli che a Palazzo Zanca tracciavano la distanza fra la politica e i cittadini…ma oggi si trovano distanti anni luce da una Amministrazione che porge l’orecchio sordo al loro grido di allarme.

Se indossare la fascia tricolore comporta dimenticare i principi di una vita trascorsa in lotta e allinearsi al sistema, nel sindacalismo di Base il diritto al dissenso, il dovere della denuncia e la dignità della lotta restano elementi fondanti, avremmo potuto interpretare il ruolo passivo che altri sindacati adottano in azienda, risultare graditi alla direzione, accodarci al coro di elogi utili alla propaganda, mantenere il tavolo delle trattative ed essere parte di quel sistema che favorisce pochi eletti a discapito della maggioranza costretta al silenzio,invece siamo dalla parte dei vessati che non accettano il compromesso e domani, giovedì 4 ottobre 2017, dalle ore 9 in poi, con una rappresentanza scelta di lavoratori sosteremo dietro la sua porta fin quando non saremo ricevuti.

Documenteremo casi di conducenti costretti a non fermare il tram anche quando gli impianti di condizionamento e frenatura non sono in grado di garantire comfort e sicurezza all’utenza, assunzioni
di soggetti con nomi uguali a personaggi presenti in azienda, in politica e nel sindacato, di selezioni per
avanzamenti parametrali di cui si conoscevano i prescelti con abbondate anticipo.

Sosteremo ad oltranza dietro la porta del Sindaco, digiunando insegno di protesta pacifica se non saremo ricevuti, è doveredel Sindacato di Base rappresentare i diritti dei lavoratori e mettere fine all’infame tiro al bersaglio umano che in assenza di efficaci contromisure non tarderà di deflagrare in spiacevoli eventi

Orsa Sicilia