Dopo lo stupore (direi indignazione) con il quale ho sentito il Presidente ANCI Sicilia, Orlando, invitare il Presidente Crocetta a non dar seguito ad una Legge votata dall’ARS giunge dall’on. Picciolo la seguente dichiarazione:”A nome del Gruppo Parlamentare di Sicilia Futura garantisco il mio pieno appoggio alla iniziativa di mercoledì 26 aprile proposta dall’Anci relativa alla modifica della norma sulla decadenza di Sindaco e Giunta in caso di mancata approvazione del bilancio a maggioranza semplice, ovvero la metà più uno dei consiglieri. Abbiamo, da subito, la necessità di rivedere tutti insieme una legge che espone eccessivamente le Amministrazioni alla variabilità “umorale” del Consiglio comunale…”.

E’ vero però che Picciolo, consapevole dell’assurdità del regime precedente, si affretta ad aggiungere “Il Consiglio Comunale va, comunque, tutelato evitando anche lì che uno sbilanciamento di responsabilità su questo organo stesso così come era prima della approvazione di questa norma contestata.”

Picciolo, Orlando e Crocetta evocano il rischio di una sequela di bocciature di bilanci in Sicilia ”anche per inadempienza economica della Regione medesima“.

Ed allora, caro Picciolo, è li che occorre intervenire: occorre colpire, e se possibile sanzionare, l’ inadempienza economica della Regione !

Che Crocetta abbia fallito, a dispetto del suo voler “ripartire”, è il punto nodale che non giustifica una penalizzazione dei Consigli Comunali ne l’applicazione del teorema di un uomo solo al comando.

La Sicilia ha bocciato la riforma costituzionale sostenendo, cosa non vera, che favoriva un potere quasi monarchico, che portava il Presidente del Consiglio ad essere “arbitro” della politica nazionale.

Sai bene, caro Picciolo, quanto fosse falsa questa tesi (nessun potere in più era dato al Presidente del Consiglio e nessun potere veniva tolto al Capo dello Stato) mentre proprio in Sicilia la norma precedente violava apertamente l’equilibrio dei poteri !

Avevamo eletti di serie A (i Sindaci) ed eletti di serie B (i consiglieri comunali).

Avevamo Sindaci che potevano (a Messina ne abbiamo prove concrete) presentare bilanci “discutibili” e sempre allo scadere dell’ultimo giorno utile, impedendo di fatto la discussione in Consiglio, e se il bilancio non fosse stato approvato (anche alla cieca) il Consiglio sarebbe andato a casa lasciando il Comune in mano ad un “uomo solo”, ad un Sindaco responsabile di aver violato le norme sui bilanci …

Caro Picciolo, ti rendi conto dell’assurdità?
Ti rendi conto che artefice di questa assurdità (credo con elementi di incostituzionalità) era solo la Sicilia grazie alla decantata “autonomia”?

Io plaudo alla correttezza e serietà istituzionale della maggioranza dell’ARS che ha permesso la correzione di questo “mostrum e spero che il Presidente Ardizzone, come ha fatto in passato, voglia e possa difendere autonomia, prerogative e prestigio dell’ARS (specialmente quando ne azzecca una !)

La Politica è una cosa seria ma se parli di “variabilità umorale del Consiglio comunale” non puoi dimenticare quella di Sindaci che troppo spesso violano, impuniti, le norme sostanziali e non rispettano gli impegni urlati in campagna elettorale.

I più cordiali auguri di buon lavoro e di una serena riflessione.