Il sindaco De Luca non farà un passo indietro. Lo ha affermato oggi durante una conferenza stampa, proprio davanti Palazzo dei Leoni e proprio il giorno in cui cominciano a decorrere le ferie forzate a danno di 700 dipendenti, su più di 840, della ex provincia.
I restanti (circa 140) resteranno operativi per garantire i servizi essenziali quali la Protezione Civile e parte della Polizia metropolitana.
Fuori dalle righe poi l’affermazione strumentale secondo la quale il 50% dei dipendenti non lavora!

Prima sono arrivate le sospensioni dello stipendio, poi le ferie d’ufficio.
A caratteri cubitali, appeso ai cancelli della Città Metropolitana uno striscione: “CHIUSO PER FALLIMENTO”. Un atto di protesta contro la Regione e lo Stato, ha detto il sindaco, contro «il meccanismo diabolico del prelievo forzoso» che ha costretto la Città Metropolitana al fallimento. Ma a rimetterci sono le famiglie dei 700 dipendenti che rimarranno a casa fino a tempo indeterminato.

Le ferie, un diritto garantito dall’articolo 36 comma 3 della Costituzione Italiana, diventano strumento di protesta. «Abbiamo famiglia» si levano le opposizioni dei dipendenti, ma sono voci sparse. È mancato un confronto diretto con i rappresentanti dei sindacati che il 5 febbraio hanno indirizzato una nota a tutta la dirigenza: «Gli atti voluti da Cateno De Luca sono inopportuni perché ledono i legittimi diritti dei lavoratori. Condividiamo le motivazioni che spingono il sindaco a una giusta e opportuna azione di protesta, ma questa deve caratterizzarsi solo sul piano e istituzionale e non sulla pelle dei dipendenti».
La nota terminava poi con la richiesta di una revoca degli atti che oggi sono stati invece pienamente confermati.