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Pronta a depositare il progetto di legge di iniziativa popolare per la separazione dei ruoli giudicante e requirente, l’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) si prepara ad affrontare il cambiamento culturale necessario e conseguente la sua proposta di riforma.
Nella relazione presentata al congresso del 6-8 ottobre a Roma, il presidente dell’UCPI Beniamino Migliucci spiega: “La separazione delle carriere, proprio perché vuole realizzare la riforma del giudice e del processo attraverso la realizzazione del principio di terzietà espresso dalla costituzione, ma sino ad oggi rimasto inattuato, ci è sembrata riforma paradigmatica ai fini di una nuova complessiva visione dei valori costituzionali del processo e per il processo. Ecco perché la riforma ordinamentale della separazione delle carriere appare in sé esemplare di un cammino da intraprendere per la necessaria realizzazione di uno Stato di diritto costituzionale, moderno, liberale e democratico che promuova l’idea essenziale che non esiste né può esistere alcuna Legalità al di fuori del reale esercizio delle Garanzie e delle Libertà costituzionali della persona”. Il congresso ha prodotto sei mozioni afferenti allo strumento d’indagine delle intercettazioni e all’uso che di queste si fa da parte dell’informazione giudiziaria. In estrema sintesi, le richieste dell’Unione delle Camere sono riconducibili a tre proposte: un ruolo più attivo dell’UCPI a tutela della Difesa attraverso “la segnalazione e denuncia alle autorità pubbliche delle distorsioni dell’informazione giudiziaria”; l’obbligo di riportare il testo integrale vale a dire il divieto di riassumere il contenuto delle intercettazioni; l’assoluto divieto di sottoporre a intercettazione tutte le comunicazioni tra difensore e proprio assistito.
I documenti estratti dalle mozioni

 

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