Nato a Piedimonte Etneo, classe 1976, Giuseppe Caudo balza all’attenzione della politica siciliana con il movimento Il Megafono, di cui è coordinatore; da qui il passo è breve per entrare nel Gabinetto del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta. In coincidenza alla non ricandidatura di Crocetta (Renzi preferisce il Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari), Caudo entra nella direzione regionale del PD. La sua esperienza democratica termina presto, stando alle dichiarazioni rese oggi, che – è solo una coincidenza? – arrivano il giorno dopo il coinvolgimento dell’uomo di fiducia del Nicola D’Agostino – su cui il PD ripone grande aspettativa – in un’indagine della Procura di Catania.

“Non mi permetto di assumere nessuna posizione sul piano giudiziario alla luce delle vicende di Acireale che vedono coinvolto il Sindaco Roberto Barbagallo – scrive Giuseppe Caudo nella sua pagina facebook -. Voglio solo testimoniare e ricordare come in occasione delle elezioni amministrative in cui è stato eletto, il Megafono e il PD avevano scelto Seby Leonardi, ma a distanza di qualche anno gli elettori di centrosinistra si ritrovano Nicola D’Agostino, riferimento politico di Barbagallo, candidato del PD nel collegio di Acireale, senza alcun coinvolgimento della base.

Stando così le cose, con grande rammarico rassegno le mie dimissioni dalla direzione regionale dei democratici, ruolo in cui sono stato eletto all’ultima assemblea congressuale.

Lo faccio per lealtà, perché non si può più fare finta di nulla: questo non è il partito in cui ho, e abbiamo, creduto nell’assemblea costituente del 27 ottobre 2007 a Milano.

Lo faccio contro la mutazione genetica, perché ci sono scelte e voti utili per fermare questa deriva del partito del capo”.