Questo pomeriggio abbiamo trasmesso in diretta da Palazzo Zanca la prima parte del secondo “incontro informale” fra il Sindaco ed i consiglieri per affrontare i temi posti da De Luca nel suo “Salva Messina.

Noi non abbiamo sostenuto la corsa elettorale di Cateno De Luca ed oggi non vogliamo sposare la sua causa, ma è certo che i problemi posti dal Sindaco non si possono nascondere sotto il solito tappetino.

Messina è in default !
La dura realtà è questa, e per affrontare questa realtà i messinesi avevano dato fiducia ad Accorinti (credendo a ciò che andava dicendo in campagna elettorale).
Quest’ultimo, improvvisamente convertito al “Piano di Riequilibrio” dai suoi angeli custodi, rinunciò a dichiarare il dissesto (in un momento nel quale la legge era estremamente favorevole per il Comune!) e si verifica un caso unico in Italia, come ha evidenziato gioni fa il sottosegretario agli Interni: il piano è fermo da quasi 4 anni presso il Ministero (che evidentemente con vorrebbe bocciarlo ma non lo più approvare !): intanto l’amministrazione Accorinti negli anni in cui ha governato la città ha accumulato ulteriori gravi e pesanti debiti …

Nina Lo Presti e Gino Sturniolo hanno scritto un bel libretto dal titolo “Assolto per non aver compreso il fatto”; pur condividendo il contenuto del libro, dove si raccontano cose che come cronisti ed osservatori della politica abbiamo vissuto ogni giorno, ne abbiamo subito contestato il titolo buonista, ma ormai i cittadini hanno già espresso il loro giudizio negativo e l’altro giudizio (quello d’ambito legale) non spetta a noi.

Ma veniamo ad oggi.
Come non concordare con De Luca quando denuncia il cattivo funzionamento della macchina burocratica, il clientelismo, le cooperative sociali create per vincere le “gare”, che sono un affronto per la parte sana e vera della cooperazione ?

Come non condividere l’idea che nei “servizi sociali”, e non solo, si debba partire dai cittadini e dai loro bisogni e non dai lavoratori occupati o occupabili (e spesso sfuttati) nel settore ?

Come non condividere l’idea che per mettere in atto un estremo tentativo di evitare il dissesto occorra la severa politica del “buon padre di famiglia”, accettando i sacrifici conseguenti (personali e collettivi) cui tutti saremo chiamati ?

Come non restare allibiti nel sentire dal primo cittadino la conferma di ciò che sospettavamo o non volevamo vedere come corruzione, clientelismo, conflitto di interessi ?

Per “tentare” di salvare Messina occorre una cura da cavallo, legalità non parolaia e la traspareza, prima solo promessa.

De Luca vuole la maggioranza del Consiglio dalla sua parte in questa battaglia ed ha dimostrato di voler dialogare (quando non fa i comizi o il cabaret): riteniamo che, alla luce del sole e senza compromessi, ci sia lo spazio per individuare una serie di provvedimenti che da destra a sinistra il Consiglio possa adottare senza diventare il “partito del Sindaco”.

Nutriamo grande considerazione per l’attuale Consiglio Comunale e lo invitiamo a non imitare il vecchio consiglio parolaio, passato alla storia per “la mia mozione di sfiducia è più bella della tua” sostenendo di fatto l’Amministrazione Accorinti.

Speriamo che la storia non si ripeta e se non ci sono i margini per il recupero si abbia il coraggio di pronunciare la parola “dissesto” !