Articolo di Jacques Sapir nella traduzione a cura di Alessandro Lattanzio per Aurora Sito d’Informazione Geopolitica:
L’Unione Europea si spezza. Molto chiaramente, il problema dei “migranti” ha giocato il ruolo di detonatore. A tale questione si sommano errori politici, e la pretesa morale che si rivela fondamentalmente un’enorme ipocrisia. Ne è prova il caso dell’Acquarius, nave noleggiata dall’ONG SOS-Mediterranean. Ma in sostanza il problema riflette le contraddizioni sviluppatesi nell’UE. In un certo senso, è probabile che pochi capi “credano” in una UE federale. Tale decomposizione potrebbe portare a varie soluzioni, e anche se il nome “Unione europea” dovesse sopravvivere, è chiaro che non sarà più l’UE immaginata e attuata dopo il voto del famoso “Atto unico” del 1986. Si assiste al crollo di oltre trent’anni di “costruzione europea”.
Un contesto occupato
Prima fu la Brexit, votata nel 2016, e alcuni speravano di vederla rovesciata con una trappola “legale” ignota. Tuttavia, col recente voto nel Parlamento inglese in cui Teresa May sconfisse la fazione pro-UE , è chiaro che la Brexit avrà luogo. Il Regno Unito lascerà l’Unione europea (UE). Le elezioni generali degli ultimi 6 mesi, in Ungheria, Austria ed anche in Slovenia, hanno portato (o mantenuto) al potere governi chiaramente euroscettici che desiderando un profondo cambiamento nelle regole dell’UE. Infine, l’azione dell’attuale governo italiano, risultante dalla coalizione tra M5S e Lega, ha messo in luce tali contraddizioni. La decisione del ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, di rifiutare il permesso all’Acquarius di sbarcare i migranti raccolti scandalizzava. Le buone anime vi si opposero. Tuttavia, quest’ultimo rispetta da un lato la legge marittima internazionale, e il fatto che l’ONG in questione non attaccasse il governo italiano lo testimonia, e dall’altro i casi di emergenza umanitaria sono stati rispettati. Nonostante le dichiarazioni sconvolgenti, Salvini ha convenuto che donne incinte e gravemente malato sbarcassero, e la Guardia di costiera italiana continuava le missioni di soccorso. L’Acquarius era scortato da una nave della Guardia Costiera italiana, come riconosceva la stessa ONG SOS-Mediterranean.
Ipocrisia franco-tedesca
Ciò che è quindi in gioco è una politica caratterizzata da cecità ed immensa ipocrisia dell’UE, ma anche di Germania e Francia. È tale ipocrisia in particolare che ha scaricato all’Italia il peso quasi esclusivo dell’accoglienza dei “migranti” negli ultimi tre anni. La ritirata del presidente francese, Emmanuel Macron, che dopo aver denunciato l’atteggiamento dell’Italia moralmente, piuttosto che politicamente, fu costretto ad abbassare i toni, è significativa. Tornava ad una posizione più ragionevole, a costo dell’umiliazione internazionale. I due capi hanno dimostrato un accordo ancora più cordiale, poiché sapevamo di aver superato il limite della crisi. Ma tale crisi arrivava in Germania, dove Angela Merkel fu costretta a trattare col suo ministro dell’Interno Horst Seehofer. Quest’ultimo, sostenuto dalla maggioranza dei deputati CDU-CSU, vuole che la Germania raggiunga un accordo con Grecia ed Italia sulla questione dei migranti, che permetta alla Germania di respingere tutti i migranti non registrati. Un incontro dei tre ministri degli interni di Germania, Austria e Italia fu discussa sulla questione dell’immigrazione clandestina. Ciò dimostra la volontà dei governi di coordinarsi. Ma, e questo non è sfuggito a nessuno, è un coordinamento intergovernativo tra Stati sovrani che abilmente elude procedure ed abitudini dell’UE e che, probabilmente, ne metterà in dubbio le regole… Segno dei tempi?
Il peso dell’economia in questa decomposizione
Si potrebbe pensare che la questione dei “migranti” stia esaurendo l’agenda dell’UE. Non è così. Il governo italiano annunciava di proporre al Parlamento di non ratificare il CETA, l’accordo di libero scambio tra Canada e Pesi dell’UE. Una decisione che potrebbe provocare la cancellazione di tale trattato. Questa decisione del governo italiano, in contraddizione con la volontà della Commissione europea di decidere, invece degli Stati, su questioni commerciali, ribadisce il ruolo primario e fondatore della sovranità degli Stati. Allo stesso modo, il governo italiano suggeriva di opporsi al rinnovo delle sanzioni alla Russia. Anche in questo caso, si aveva a che fare con una decisione consensuale. Se un Paese violasse tale consenso, ne seguiranno altri. Le questioni economiche e commerciali svolgono un ruolo importante nel processo di decomposizione dell’UE. Un processo sottolineato dalla decisione della Germania di respingere la maggior parte delle proposte avanzate dal presidente francese Macron. La recente pubblicazione da parte dell’OFC di un testo sul ruolo deleterio dell’euro nelle economie francese e italiana lo conferma. In effetti, scopriamo che la “coppia franco-tedesca” non esiste, tranne che nei deliri degli editorialisti francesi. Le forme prese dalle “storie” sulla crisi generate dall’Italia, al primo posto delle quali si trova la “scandalosa” stampa tedesca, ed anche le accuse estremamente aspre di Emmanuel Macron, sono sintomo della decomposizione dell’Unione europea, ma anche una delle cause.
Della sovranità delle nazioni
Tale decomposizione dell’UE, tuttavia, è un processo a lungo termine. In tale contesto, il gesto di Matteo Salvini sull’Acquarius, approvato o no, causava una frattura importante, dimostrando che un Paese potrebbe liberarsi dalle regole dell’UE ed anche l’inesistenza della “sovranità europea”, mito tanto caro a Emmanuel Macron, e l’esistenza della propria sovranità. Questo gesto avrà conseguenze. Da fiducia agli italiani nel governo del Paese e nelle capacità di esso. Ma questo gesto è importante anche per gli altri Paesi dell’Unione europea. Perché se l’Italia può recuperare la propria sovranità, in un momento di crisi può decidere sia l’agenda dei problemi da trattare che la natura delle soluzioni, una definizione di sovranità, ed allora altri Paesi ricorderanno la lezione.