diffamazione

Riceviamo e pubblichiamo dall’Unione delle Camere Penali Italiane
“In tema di diffamazione, certamente anche nell’esercizio del diritto di critica una base fattuale deve esistere, posto che non si può criticare un altro attribuendogli una condotta che in realtà non ha tenuto: ciò non toglie che anche nel riferire il fatto quale presupposto della critica, il criticante possa già connotare quel fatto di caratteri – positivi o negativi – che, pur non scalfendolo nella sua materialità, valgono a caratterizzarlo presso i destinatari della comunicazione, in un senso o nell’altro. In particolare, nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica politica, il rispetto della verità del fatto assume un rilievo necessariamente affievolito, rispetto alla diversa incidenza sul versante del diritto di cronaca, in quanto la critica, quale espressione di opinione meramente soggettiva e vista la sua natura congetturale, non può per definizione pretendersi rigorosamente obiettiva ed asettica”.